Rome, xvij iunii 1497.

Servitor Ser Alexander Braccius.

DOCUMENTO III.[788] (Pag. [299])

Traduzione assai libera, fatta dal Machiavelli, d'un brano dell'Historia persecutionis vandalicae di Vittore Vitense.

Libro delle persecutione d'Africa per Henrico re dei Vandali, l'anno di Cristo 500, et composto per San Victore vescovo d'Utica. — Già sono sexanta anni da questo tempo, che quello crudele popolo de' Vandali entrò ne' confini d'Affrica, passando per lo stretto del mare, quale è intra l'Africa et la Spagna. Venendo adunque questa generatione di huomini, che erano fra piccoli et grandi, giovani et vecchi, più che octocento mila, secondo che loro medesimi affermavano, acciò che li huomini sbigottiti da tale numero pensassino meno a difendersi; et trovando l'Affrica pacifica et quieta, piena di richeze et d'ogni bene abbundante, non mancorno di alcuna ragione d'iniuria, così contro alli huomini come contro al paese, perchè questo arsono et ruinorno dovunche passavano, et li huomini rubavano, ammazavano, pigliavano ad prigioni, et li facevono morire in carcere, con ogni ragione suplitio. Nè perdonò la loro crudeltà alli arbori et ad le piante, et, che è peggio, non lasciorno indreto le chiese, nè le sepulture de' sancti, che tucte le arsono et disfeciono. Nè valeva ad li huomini nascondere loro et loro cose per le valli o selve o caverne, perchè in ogni loco erano ritrovati, et dipoi rubati et morti, et con maggiori odii et maggiori persecutioni guastavano e' templi di Dio che le case de' privati, et trovandole serrate, con le scure le assaltavono, come si fa le querce ne' boschi, acciò che si potesse dire quel verso della Scriptura: Quasi in silva lignorum, securibus conscinderunt ianuas eius; in securi et ascia deiecerunt eam, incenderunt igni sanctuarium tuum.[789]

Quanti preclari[790] vescovi et prelati et nobili sacerdoti furono morti con diversa ragione di suplicio, acciò che palesassino[791] s'egli havevono o oro o ariento apresso di loro. Et non bastava che dessino loro quello ch'egli havevono, perchè semple (sic) estimando che ne potessino dare più, quanta maggior somma ne davono, tanto più li tormentavano, mettendo ad alcuno del fango puzolente giù per la gola, ad alcuni facevono bere acqua di mare, ad alcuni aceto, ad alcuno altro sterco o feccia di vino, o qualunque altra cosa liquida et puzolente, et di quelle li riempievono come otri, senza havere di loro alcuna misericordia: nè perdonavano anchora alle donne o alle fanciulle. Quivi non era consideratione di nobiltà nè di doctrina, non reverentia di sacerdotio; ma queste cose facevano li animi loro più efferati; et dove era più nobiltà et più grado, quivi si vedeva il loro furore più esercitarsi. Quanti sacerdoti egregii, quanti huomini inllustri (sic) si vedevono con pesi adosso, ad uso di cammegli et d'asini, e' quali erano da loro con certi pungenti, come e' buoi, punzechiati, ad ciò ch'eglino accelerassino el passo, de' quali molti socto la graveza di detti pesi morivano. Non gli moveva ad misericordia la vechiaia, non la pueritia; et infiniti fanciulli erano da' pecti delle madri divelti o[792] mandati in captività, o presi per li piedi et bactuti in el conspecto delle madri in terra, o veramente presi per le gambe, et divisi infino al capo in due parti. Et potevasi in ogni loco dire questo verso: Dixit inimicus incendere se fines meos, interficere infantes meos, et parvulos meos se elisurum ad terram.[793]

Quelli edifitii che per lo splendore et grandeza loro non potevono essere offesi dal fuoco, li distruggevono con la ruina, in modo che l'antiqua belleza di molte città non apparisce niente come la era già; et molte terre o da nessuno o da pochi sono habitate, et in Cartagine si vede come e' teatri, le chiese, la via che si chiamava celeste, et molti altri belli edifitii essere ruinati. Oltra di questo, molte chiese che non destruxono, come la basilica dove sono e' corpi di Sancta Perpetua et di Sancta Felicita, li accomodorno ad templi della loro religione; et dove e' trovavano qualche ròcca o sito forte che loro non potessino expugnare, e' vi ammazavono intorno di molti huomini,[794] et conducevonvi di molti huomini morti, acciò che quelli di drento fussin constrecti per il puzo o morire o arrendersi.

Quanti sancti sacerdoti fussino da costoro cruciati et morti non si potrebbe explicare, infra e' quali el venerabile Pampinia[795] (sic), vescovo della nostra città, con lame di ferro ardenti fu tucto dibruciato, et similmente Mansueto fu arso in su la porta decta Fornitana. Et in quel medesimo tempo la città di Ippona era assediata, della quale era vescovo sancto Agostino, huomo degno di ogni laude, perchè el fiume della sua eloquentia correva per tucti e' campi della Chiesa; ma in quel tempo adverso si veniva ad sechare, et la dolceza del suo parlare era convertita in amaro absentio, et verificavasi quel detto di Davit: Dum consisteret peccator adversum me, obmutui.[796] Infino a quel tempo lui haveva scripto dugento trentadue libri, oltre alle innumerabili Epistole ch'egli haveva facte, insieme con la expositione di tucto el Saltero et de' Vangelii,[797] le quali sono decte ordinariamente Omelìe; el numero delle quali non si potrebbe appena comprendere.

Che bisogna dire tante cose? Dopo molte crudeli impietà, Gisserico expugnò et obtenue la bella et grande città di Cartagine, et quella antiqua, ingenua et nobile libertà riduxe in servitù, perchè fece servi tucti e' Senatori d'essa, et propose uno decreto, che ciascuno dovessi portagli tucto l'oro, pietre pretiose et vestimenti richi ch'egli havessi: et così in breve tempo li huomini si privorno delle robe che 'l padre et l'avolo havieno loro lasciate; perchè e' divise infra sua soldati tucte le provincie, riservandosi ad sè le principali, anchora che Valentiniano imperadore ne difendessi alcuna, le quali poi furno medesimamente occupate da Gisserico dopo la sua morte. Nel quale tempo egli occupò tucta l'Affrica insieme con l'isole che sono tra quella et l'Italia, come la Sicilia, la Sardigna, Maiorca et Minorica, le quali occupò et difese con la sua consueta superbia; nondimanco poi la Sicilia a Clodoacro re d'Italia, con reservo di certo tributo.[798] Facta che Gisserico hebbe questa distributione, comandò ad tucti e' Vandali, che cacciassino tucti e' vescovi e tucti e' nobili de' luoghi et terre loro, il che fu facto in dimolti lati: et noi conoscemo et vedemo essere servi de' Vandali molti nobili vescovi et honorati et clarissimi huomini.

In quel medesimo tempo el vescovo della detta cictà di Cartagine, chiamato Quodvultdeus, insieme con una gran turba di cherici furono spogliati et posti sopra certi navilii, et cacciati d'Affrica, e' quali per miseratione di Dio si conduxono ad Napoli in Italia, e' quali, cacciati di facto, la chiesa loro nominata Restituta, nella quale sempre facevono residenza e' vescovi, la consacrò alla sua religione. Et tucte l'altre chiese, così drento alla città come fuori, spogliò, et in particulare due grandi et belle chiese, di San Cipriano martire, l'una, dove lui sparse el sangue, l'altra dove fu sepolto, el quale luogo si chiama Mappalia. Chi potrebbe sanza lacrime ricordarsi, come questo crudele tiranno comandava, ch'e' corpi de' nostri sancti, sanza solennità di salmi o altre cerimonie ecclesiastiche, fussino sepelliti?