Ex Palatio, die xviiij iulii MCCCCLXXXXVIIII.
Servitor Blasius.
Al suo honorando Niccolò Machiavelli,
Dominationis Florentinae Secretario
dignissimo.
Forlivii.
2[806]
Che io non sia adirato, et che sempre mantenga la fede mia, ve ne faranno buona testimonianza li advisi et de' Turchi et Franzesi, li quali saranno inclusi nella publica;[807] chè, benchè sia stato un poco dificile, pure mi parse meglio farlo per via publica che privata, benchè anchora io private vi advisi di qualche cosetta, et così mi sforzerò, Niccolò mio, di fare mentre sarete costì. Ma vi fo fede che se qui fu mai faccende, hora trabochano; sì che, se non fussino scripte le mia lettere come si richiederebbe, harete patientia, et voi con la industria et ingegno vostro ne caverete più constructo vi fia possibile; et quando harò punto di tempo, più vi scriverrò, et più ad pieno et più distincto, benchè io non credo habbiate ad soprastare costì molto tempo, che qui è nicistà de' casi vostri.
Et quanto al fuggirmi et venire costà, se havessi voluto fussi venuto, non bisogniava mi indugiassi ad hora, chè farei fare uno viso a ser Antonio della Valle,[808] che parrebbe non havessi ritenuto l'argomento; che se farete a mio modo, recherete assai acqua rosa per rinvenirlo, che qui non si sente altri che lui; et di già ci ha facto lavare il capo a' nostri Magnifici Padroni, et da maledecto senno: che li venga il cacasangue nel forame! Pure la cosa è qui, et quattro fregagioni hanno assettato omni cosa. In effecto tucti vi desideriamo, et sopra omni altro il vostro Biagio, il quale a omni hora vi ha in bocha, et parli omni hora un anno, come non pareva a voi quando lui era fuori, il che credo habbia ad essere il riscontro di quelli stratiò lui, etc.[809]
Io non dubito punto che la Ex.tia di Madonna[810] vi faccia quello honore, et vi vegga lietamente, come ne scrivete, maxime per più respecti, li quali al presente non replicherò per non essere tedioso, chè presto vi verrei ad noia.