A mio iudicio voi havete exequito insino a hora con grande vostro honore la commissione iniunctavi, di che io ho preso piacere grandissimo, et di continuo piglio; ad ciò si vegga ci è altri anchora, che benchè non sia così pratico, non è inferiore a ser Antonio, etc., che gonfiava così; sì che seguitate, chè insino ad hora ci havete facto grande onore.
Io vorrei per il primo,[811] mi mandassi in su uno foglio ritracta la testa di Madonna, che costì se ne fa pure assai; et se la mandate, fatene uno ruotolo ad ciò le pieghe non la guastino. Et altro al presente non mi occorre, se non recomandarmi et offerirmi a voi, etc. Bene valete.
Florentie, die xxvij iulii MCCCCLXXXXVIIII.
Servitor Blasius Bona: Cancel.
Al suo honorando Niccolò Machiavelli,
Dominationis Florentinae dignissimo
Secretario.
Forlivii.
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Spectabilis vir et honorande patrone, etc. Per le mani di messer Marcello mi fu presentata una vostra, la quale mi fu nel numero delle altre cose vostre oltre ad modo grata, come di quello che io amo sopra tucti li altri di, etc. Et perchè intendiate in che modo ci fu lavato il capo da' nostri padroni, ad ciò siate anchora advisato de' casi della Cancelleria, brevibus accipite. Ser Antonio, come sapete, è in omni minima cosa impedito, et non ci sendo noi la mattina così ad buona hora, et la sera non stando insino alle 3 hore, ne fe' querela grandissima; donde la mattina, chiamati al conspecto de' Signori, fumo pure honestamente admoniti, etc. A che fu resposto prima per lo Alphano, dipoi per il grande ser Raphaello,[813] tanto bestialmente quanto fussi possibile, benchè fussi lasciato dire ad suo modo. Et prima dixe,[814] che Loro Signorie havevono preposto a quello officio uno che haveva poco obligo con la natura, et che non sapeva dove si era, et che quando fussi conmesso a lui farebbe cose grande, maggiore di lui; et così molte altre cose et parole più iniuriose, etc., immodo che lo essere prosumptuoso li è giovato, che a omni hora è chiamato da' padroni, etc. Et io sono et da Marcello et da omniuno sbattuto, et stomi continue ad pregare et sollicitare che ne vegniate, chè ce n'è di bisognio; et tandem io ho voluto giucare il resto con lo amico, et dectoli lo servirò infino alla tornata vostra, et poi voglio ritornare al mio luogo, cioè ad scrivere con voi. Et così mi sto da me, et se non mi è decto, non parlo a persona; in modo s'è adveduto già lo amico, che mi ha iniuriato et non poco; et questo fu che a una certa lettera mi vagliò,[815] et comandò non mi fussi decto cosa alcuna, il che sarà l'ultima volta, perchè mi chiama sei volte inanzi responda; ma io ho disposto l'animo, et così voglio seguire mentre ci starò. Et voi conforto ad expedirvi con quanta più presteza si può, chè non è il facto vostro ad stare costì, di che a bocha vi raguaglierò; così di molte altre cose, et di Marco anchora, il quale ha sentito molto lodare le vostre lettere, et omni dì viene ad fiutare et sbottoneggiare; ma vi possete presummere per certo, li resposi in modo non me ne parla più, nè me ne parlerà per lo advenire: et credo conoscerete nel fine chi è stato et è Biagio, et basti. Alla tornata saremo insieme, et potremovi conferire di quelle cose, pure nostre, che ad scriverle sarebbe lungo, etc.