[267]. Opere, vol. VII, pag. 431-8. Le lettere del Carducci furono pubblicate da G. Guasti fra i documenti sul Sacco di Prato, nelle Dispense CLXXVII-VIII delle Curiosità letterarie. Bologna, Romagnoli, 1880.

[268]. Queste due lettere furono pubblicate dal Tommasini nell'Appendice al suo I vol., pag. 738 e segg.

[269]. Storia d'Italia, vol. V, pag. 152.

[270]. Il discorso del Soderini trovasi riferito nella Storia d'Italia del Guicciardini, vol. V, pag. 157. Filippo de' Nerli, ne' suoi Commentarî, lib. V, pag. 108, dice che egli lo sentì, e che fu «bellissimo e molto a proposito.» Venne anche, egli aggiunge, «molto elegantemente scritto da messer Francesco Guicciardini nella sua Storia.» Iacopo Guicciardini, scrivendo al fratello Francesco (Guicciardini, Opere inedite, vol. VI, pag. 95), conferma che in Consiglio furono tutti unanimi pel Gonfaloniere, «perchè l'universale era per lui, e solo gli uomini da bene (intende i più ricchi ed autorevoli) erano scontenti, perchè egli voleva far sempre a suo modo.»

[271]. Queste cifre sono date da Iacopo Guicciardini, nella lettera al fratello più sopra citata. Opere inedite, vol. VI, pag. 95.

[272]. Il Guicciardini, Storia d'Italia, vol. VI, pag. 158, dice 2000 fanti e 100 uomini d'arme; il Buonaccorsi dice 4000 fanti e 40 uomini d'arme (Diario, pag. 182); Iacopo Guicciardini, nella citata lettera, dice anch'egli 4000 fanti e 100 uomini d'armi; il cardinal dei Medici, nella lettera citata più basso, dice 3000; una lettera scritta dal Machiavelli, e pubblicata dal Guasti nei documenti già citati (II, pag. 77 e 78), ordina che restino colà solo 3000 fanti: gli altri si mandino a Firenze.

[273]. Pitti, Storia fiorentina, nell'Arch. Stor. It., vol. I, pag. 101. Nello stesso volume sono tre narrazioni del sacco di Prato, la più autorevole delle quali scritta dal Modesti. Vedi anche Buonaccorsi, Diario, in fine; Nardi, Istorie, ecc., vol. I, pag. 487-90.

[274]. Narrazione del sacco di Prato, di ser Simone di Goro Brami. Arch. Stor. It., vol. I, pag. 254.

[275]. Buonaccorsi, Diario, pag. 181-2; Guicciardini, Storia d'Italia, vol. V, pag. 158 e seg.; Nardi, Storia, vol. I, pag. 487-90.

[276]. Il Buonaccorsi, Diario, pag. 182, dice: «30 agosto ad ore 17;» il Modesti (Arch. Stor. It., vol. I, pag. 238) dice: «il 29 agosto a ore 18,» e Iacopo Guicciardini, nella lettera al fratello, ripete anch'egli che entrarono il 29; il Vettori, nel Sommario, pag. 291, dice: «il 24 agosto;» ma è certo un errore. Infatti il cardinal de' Medici, in una lettera, scritta dal campo al Papa, in data 29 agosto 1512, della quale troviamo nel Sanuto un sommario, dice: «Hoggi.... intrarno drento circha ad sedici hore; hanno messo la terra ad sacco, non senza qualche crudelità de occisione, de la quale non si è possuto far meno. Vi erano drento tre milia battaglioni, de li quali sono campati pochi. È stato preso Luca Savelli et el figliolo. La presa di Prato così subita e cruda, quantunque io ne abbia preso dispiacere, harà portato questo bene, che sarà esempio e terrore alli altri.»