[531]. Questa villa si trova a poco meno di sette miglia toscane da Firenze, sulla strada Romana, circa tre miglia prima d'arrivare a San Casciano in val di Pesa, in un luogo chiamato Sant'Andrea in Percussina. Assai piccola e modesta, porta anche oggi il suo antico nome l'Albergaccio, ed è divenuta in gran parte abitazione d'un fattore. Pervenne alla famiglia Serristori insieme coi poderi annessi, i quali costituivano quasi tutto il paululo patrimonio del Machiavelli, e conservano anch'essi i loro antichi nomi. Ippolita Machiavelli (in cui s'estinse la famiglia di Niccolò) figlia di Alessandro di Bernardo di Niccolò, andò in moglie (1610) a Pierfrancesco de' Ricci, e la loro figlia Cassandra sposò (1639) in seconde nozze il senatore Antonio Serristori, matrimonio da cui nacque (1647) Luigi Serristori che così ereditò i beni del Machiavelli.
Nell'interno della villa si legge:
NICCOLÒ MACHIAVELLI
ABITÒ QUESTA SUA VILLA NELL'ANNO 1513.
L'anno 1869 il Comune di San Casciano pose sul muro esterno della villa quest'altra iscrizione dettata dal prof. Atto Vannucci:
A NICCOLÒ MACHIAVELLI
CHE QUI MEDITÒ E PROPUGNÒ LA LIBERAZIONE d'ITALIA
SCRIVENDO LE SUE OPERE IMMORTALI
SULL'ARTE DI REGGERE E DIFENDERE CON ARMI PROPRIE GLI STATI
IL COMUNE DI SAN CASCIANO
POSE QUESTA MEMORIA
NEL IV CENTENARIO DELLA NASCITA
DEL GRANDE STATISTA ITALIANO.
Anche il testamento del Machiavelli dice chiaro che la sua villa e i suoi poderi erano in Sant'Andrea in Percussina, e il documento in cui sono minutamente descritti i suoi beni, cioè la Portata davanti agli ufficiali del Catasto, pubblicata nel primo volume delle Opere (P. M.), pag. LV, conferma che la villa modestissima dal Machiavelli abitata, era in Sant'Andrea in Percussina. A Sant'Angelo in Bibbione, dove possedeva un altro ramo della famiglia, trovasi un antico e grandioso castello, che certo non poteva essere la modestissima villa del Machiavelli, come vorrebbe far credere una tradizione ancora vivente colà (Fanfulla della Domenica, 30 novembre, 1879). Vedi anche nel Dizionario geografico, fisico, storico del Repetti, l'articolo Percussina (Sant'Andrea in).
[532]. Il Principe, cap. XIII. Il Tommasini osserva che il Machiavelli qui non parla in genere, ma allude al caso speciale delle milizie ausiliari e mercenarie. Nel Principe, egli aggiunge, molti sono gli esempi tratti dalla storia antica. Ed è vero. Forse la mia espressione era in questo luogo troppo assoluta; l'ho perciò attenuata, aggiungendo le parole qualche volta. Non è però men vero che, pur citando gli esempi antichi, che io stesso ho di continuo ricordati, il Principe è tutto animato dallo spirito del Rinascimento, e sostanzialmente ispirato da uomini vissuti, da fatti avvenuti in quel tempo. Una prova, fra le molte altre, se ne ha nelle frequenti allusioni al Valentino ed ai Borgia.
[533]. Assai giustamente, a questo proposito, il Ranke osserva: «Alles aber hat erst dann wahrhaft Hand und Fuss, wenn er auf seine eigne Zeit zu reden kommt.» Pag. 165.