[605]. De libris a Christiano detestandis. Romae, 1522.
[606]. De Nobilitate Christiana, libri III. Florentiae, 1552.
[607]. Apponendovi questa iscrizione: «Quoniam fuit homo vafer ac subdolus, diabolicarum cogitationum faber optimus, cacodaemonis auxiliator.» Vedi fra gli altri Ugo Foscolo, Prose letterarie, vol. II, pag. 452. Firenze, Le Monnier, 1850. Il Foscolo cita anch'egli molti di coloro che assalirono o difesero il Machiavelli.
[608]. Apostolo Zeno, Annotazioni al Fontanini, parte II, pag. 14; Ginguené, Histoire littéraire d'Italie, vol. VIII, pag. 72 (Paris, 1819); Nourrisson, Machiavel, pag. 5. Più tardi, volendo mostrare qualche indulgenza, la Commissione dell'Indice propose a Giuliano de' Ricci ed a Niccolò Machiavelli, nipoti del Segretario fiorentino, di apparecchiare un'edizione purgata delle Opere, levando non solo tutto ciò che poteva essere contrario alla Chiesa, ma anche il nome stesso dell'autore. Essi accettarono l'incarico, e nel 1573 presentarono il lavoro compiuto. Ma quando i cardinali incaricati di rivedere l'Indice, non contenti che il nome del Machiavelli fosse cancellato, volevano ancora che al suo ne fosse sostituito un altro, i nipoti ricusarono d'accettare una condizione così umiliante, e non se ne parlò più. Vedi Ginguené, op. cit., pag. 75 e segg.; Nourrisson, op. cit., pag. 7. Un volume contenente le Storie del Machiavelli (Firenze, 1551), che trovasi presso di me, è corretto dai due nipoti, i quali v'hanno cancellato il nome dell'autore e tutte le espressioni contrarie alla Chiesa romana. In fine poi la stessa mano, che ha segnato le cancellature e fatto le poche alterazioni, ha scritto le seguenti parole: «Questo libro è 194 carte, Historie di Niccolò Machiavelli, riviste prima da Niccolò Machiavelli e Giulia' de' Ricci, e poi dal teologo dell'Ill. Cardinal Alessandrino, per ordine de' superiori.»
[609]. Possevinus A., De N. Machiavelli etc. quibusdam scriptis: Romae, 1592. Fu poi dall'autore ristampato nella sua Bibliotheca selecta. Discorre del Machiavelli e de' suoi avversarî.
[610]. De religione et virtutibus Principis christiani adversus Machiavellum, libri II. Madrid, 1597.
[611]. Questa lettera, che fu riportata anche dal Cristio (capitolo XIII), trovasi nella edizione italiana dell'opera del Ribadeneira, e fu omessa nella latina. Vedi anche l'altra opera dello stesso autore: De simulatione virtutum fugienda.
[612]. Anche qui i titoli stessi delle opere dicono abbastanza: — De imperio virtutis, sive imperia pendere a veris virtutibus, non a simulatis, lib. II, adv. Machiavellum. Coloniae, 1594. — De robore bellico, diuturnis et amplis catholicorum regnis, lib. I, adversus Machiavellum. Coloniae, 1594. — De Italiae statu antiquo et novo, lib. IV, adversus Machiavellum. Coloniae, 1595. — De ruinis gentium ac regnorum, adversus impios politicos, lib. VIII. Coloniae, 1598.
[613]. Pubblicato in Alcalà, 1687.
[614]. Pubblicato in Roma, 1697.