[615]. Vedi Reiffemberg, Particularités inédites sur Charles V, in Mémoires de l'Académie royale de Bruxelles, vol. VIII. Vedi anche la prefazione del Leo alla sua traduzione tedesca delle lettere del Machiavelli, nella quale sono a questo proposito giuste osservazioni, specialmente a pag. VII e VIII.
[616]. Il Brosch (Geschichte von England, vol. VI, pag. 259. Gotha, Perthes, 1890), sostiene che la notizia pubblicata dal cardinal Polo (Epistolarium. Brixiae, 1774, I, 126 e 136) sia una favola da lui inventata per odio al Machiavelli ed a Tommaso Cromwell. Perchè fosse vera, sarebbe stato necessario, egli dice, che il Cromwell avesse conosciuto il Principe prima del 1532, anno in cui il libro fu la prima volta pubblicato, ed in cui il cardinal Polo venne in Italia, non tornando più in Inghilterra, durante tutto il regno di Enrico VIII. Il Cromwell avrebbe quindi dovuto avere un manoscritto dell'opera, il che è possibile, ma non è probabile. Ma lasciando da parte che il plagio del Nifo dimostra (e se ne hanno ancora altre prove), che il Principe, prima d'esser pubblicato, era già assai conosciuto in Italia, dove era stato il Cromwell, e lasciando da parte che la mala fede del cardinal Polo non si può quindi dir sicuramente provata, resta il fatto indubitabile, che la sua asserzione venne, senza discuterla, generalmente creduta, il che basta a provare quello che qui sopra diciamo.
[617]. Raymond Céleste. Louis Machon, apologiste de Machiavel et de la politique du cardinal Richelieu. Bordeaux, Gounouilhon, 1883.
[618]. Vedi gli articoli pubblicati dal signor Derôme, nella Rivista francese, Le Correspondant, dell'anno 1882. Nel terzo articolo, fascicolo del 10 luglio, pagina 157, l'autore dice: «Machiavel n'a vraiment regné qu'en France, où il a exercé une autorité en quelque sorte dynastique par Catherine des Médicis, par les Valois, par l'Hôpital, par les Guines, par le rôle qu'il a joué dans les guerres de religion, et à la Cour. Par l'action lente de ses doctrines sur les errements de notre diplomatie, il est plus Français qu'italien.... Sa glorie française est due à Catherine des Médicis.»
[619]. L'autografo di questo sunto è citato da coloro che nel 1782 fecero la grande edizione delle Opere del Machiavelli, ed una copia dello stesso era presso di chi fece l'edizione colla data d'Italia 1813, come è affermato nella prefazione, vol. I, pag. XLIII.
[620]. Gentillet, Discours sur les moyens de bien gouverner et maintenir en bonne paix un royaume.... contre N. Machiavel le Florentin: Lausanne, 1576. La traduzione tedesca, di cui comparve una seconda edizione nel 1583, fu intitolata Anti-Machiavellus; la traduzione latina: Commentariorum de regno et quovis principatu vite ac tranquille administrando, libri III, 1576. Nel 1577 ne fu fatta una traduzione inglese da Simon Patericke, la quale venne pubblicata nel 1602. La diversità dei titoli ha qualche volta indotto in errore, facendo credere che si tratti di opere diverse. Riportiamo qui alcuni periodi della lettera dedicatoria e del proemio al primo libro dell'edizione latina, nei quali si vede chiaramente il rancore del Gentillet contro il Machiavelli, ed in parte si vedono anche le origini di questo rancore. «Sathanam ut pestiferum illud inde usque ab Italia virus spargeret instrumentum in Galliis peridoneum nactum fuisse, Reginam Matrem (Catharinam Mediceam), quae Machiavelli civis sui scripta in tantum honorem et dignitatem adduxerit, ut nemo eo tempore in aula gallica isti Medeae acceptus esset quin Machiavellum italice, gallico legeret, teneret, edisceret, quin eius praecepta ut Apollinis oracula in mores et in negotia transferret.» Ed altrove: «Ab excessu Henrici II regis Galliam peregrinis arbitriis sive placitis ac praeceptis Machiavelli regi et agitari coeptam.... Neminem in Gallia adeo hospitem esse ut nesciat Machiavelli libros eo tempore a quindecim annis haud minus assidue aulicorum manibus teri suevisse, quam breviarium a sacrificis.» Vedi anche Christii, De Nicolao Machiavello, etc., che a pag. 33 riporta questi brani, ed altrove ne riporta molti altri simili.
E. Meyer in un suo lavoro, Machiavelli and Elisabethan Drama (Weimar E. Felber, 1897), trova, negli scrittori inglesi di quel tempo, ricordato il Machiavelli un gran numero di volte (395). Dal modo come è ricordato egli ne induce che quegli scrittori conobbero il Machiavelli solo indirettamente, per mezzo del libro del suo avversario Gentillet.
[621]. Il Bodino scrisse il suo De Repubblica in francese, e la tradusse poi nel 1584 in latino, facendovi alcune aggiunte. Si possono consultare l'edizione francese del 1593 e la latina del 1591. Scrisse anche un'opera intitolata: Methodus ad facilem historiarum cognitionem.
Secondo il Lerminier, il De republica è «le début de la science politique dans l'Europe moderne, ébauche d'une raison ferme, mais incertaine dans ses voies, qui flotte tour à tour entre les théories a priori et la méthode d'observation, entre la République de Platon et la Politique d'Aristote, où l'érudition étouffe souvent la pensée, où l'esprit de l'auteur, en voulant monter dans le monde des idées et des systèmes, s'abat presque toujours dans son vol impuissant sans méthode, sans lumière; mais cependant témoignage irrécusable de vigueur et de génie, monument du seizième siècle, etc.» Lerminier, Introduction général à l'histoire du droit. Bruxelles, 1836, pagine 29-30. Vedi ancora J. Bodin et son temps, tableau des théories politiques et des idées économiques au seizième siècle, par Henri Boudrillart. Paris, Guillaumin, 1853. Questo libro contiene un esame ed un sunto minutissimo delle opere del Bodino.
[622]. Vedi Aforismi Politici 28, 29 e 35, in Opere di T. Campanella, scelte, ordinate ed annotate da A. D'Ancona. Torino, Pomba. 1854, vol. II, pagine 16 e 17.