dignissimo apud Maximianum.
DOCUMENTO VIII. (Pag. [125])
1 Lettera del Gonfaloniere Pietro Soderini al Machiavelli. Firenze, 27 giugno 1510.[730]
Niccolò carissimo, etc. Ci è parso farvi questi versi, per allargare più il [tem]po del signor Mar. Antonio,[731] il quale, come sapete, finì la condocta sua a dì XV di maggio; et essendo stato raffermo, non ha voluto acceptare, ma voleva crescere in condocta o in titolo; il che non è stato consentito, per non parere tempo adesso nè a l'una nè a l'altra cosa. Onde havendo lui forse qualche practica, existimando fare meglio e' facti suoi, dixe qua a noi, essersi acconcio con il Re de' Romani, ma che haveva tempo ad ratificare tucto il mese di giugno presente: et domandò qui uno mese di tempo ad levarsi, et così li furono conceduti li alloggiamenti gratis. Doppo il quale tempo si ritirò in quello di Luccha, in sulla campagna; et pare sia stato alloggiato in uno castagneto. Hora, da due giorni in qua, si è levato voce, per lettere di Roma, lui essere acconcio colla Chiesa, «et che debbi fare cinquecento fanti, et altri cinquecento se ne truova facti a Roma, sotto due connestaboli; et si dice si coniungeranno con lui. Ove si habbi ad andare et quello si habbi ad fare non s'intende dicerto. Alcuni dicono, per la guardia di Bologna; alcuni altri per andare contro al Duca o ad Vinegia in favore de' Vinitiani. Puossi ancora dubitare che queste cose non si faccino per li affari di Genova; perchè si dice quella terra essere molto sospesa et sublevata, dopo la morte di messer Gian Luigi.»[732] Anchora è da considerare che «a Serazana si sono murati intorno a' fossi: dove si crede si sieno spesi quindici o 20 mila ducati; et vi è una forteza inexpugnabile. Et se detti fossi et fortificatione è fatta per ordine de Re, è da dubitare manco; ma se fussi facto per ordine de' Genovesi, è d'averne gran suspitione; perchè quello è uno ricetto inexpugnabile, et una porta da tenere il passo della Lombardia ad la Toscana, et havendo ad le spalle quali si vede che favoriscono tucte queste actioni et moti.»
Ci è parso significarvelo, «perchè ne advertiate Monsignore Aubertet, al quale di queste cose di Serezana facemo parlare più mesi sono d'Alexandro. Et ci pare questa cosa sia stata neglecta et straccurata. Recordateglielo per parte nostra et come cosa importantissima: che se v'entrassi messer Ottaviano Fregoso, non ne lo caverebbono per frecta.» Et vedete di porgere queste cose in maniera «che noi non ne riportiamo carico con altri,» come spesso suole intervenire. Et quando «conoscessi che fussi per resultarne carico d'altri, o le tacete o le fate intendere come da voi. Non mancate di ricordarli che tenghino bene le mani in capo a' Svizeri, et che intractenghino lo 'mperadore.» Circa alle altre parte harete lettere dal publico; et a noi non occorre dire altro. Bene valete.
Ex Palatio Florentino, die xxx iunii 1510, raptim.[733]
Petrus de Soderinis
Vexillifer iustitiae perpetuus Populi Florentini.
Amico nostro carissimo [Nicolao]
Machiavello man[datario] Florentino
apud Christianissimam [Maiesta]tem