Copia de una letera dil cardinal Medici a Pietro di Bibiena, data in Fiorenza.
Missier Pietro nostro carissimo. Questa per farvi intendere el felice successo, che continuamente le cose nostre sortiscano, quale è questo: martedì, 14 del presente, accompagnati da gran moltitudine de primarii citadini de questa Cità, intrassemo in epsa honorificentissimamente, et non comune letitia del populo, usque adeo che in questa parte la nostra opinione fuit re ipsa longe superata. Hoggi, XVI del medesimo, questa excelsa Signoria, una con li nobili de la Cità et populo, hanno hauto comune Consiglio publicamente, nel quale hanno constituito certo numero de citadini, attribuendoli ampia facilità de ordinare el stato de la Città: da' quali se darà enixe opera ch'el Stato predicto se ordine et constituisca de sorte tale, che la Serma Lega se potrà accomodatamente servire di quello in le cose concernenti al proposito et stabilimento de epsa. Habiamo queste cose volute significare per questa nostra adligata ad quel Sermo Principe, a la cui Serenità ne recomanderete come se conviene, et comunicherete el tenore di sopra con quelli magnifici patri nostri, quali ve pareranno più accomodati alla participatione. Bene valete.
Florentie, die 16 septembris 1512.
Io: Cardinalis De Medicis legatus.
Spectabili Domino Petro de Bibiena,
Secretario nostro carissimo.
Io: Cardinalis De Medicis[760]
Bononie ac Romandiole, Tuscieque ligatus.
DOCUMENTO XVIII. (Pag. [197])
Lettera di Giuliano de' Medici a Piero da Bibbiena in Venezia. — Firenze, 19 febbraio 1513.[761]