Domine Petre carissime. Io non ho vostre dopo l'ultima mia de' 19 del passato, per la quale vi significai la coniura scoperta et la nota de li huomini presi. Di poi si è aperta et purgata ben la piaga, et non si è per la gratia de Dio trovato alcuno fondamento ne la lhor malignità: habbia fuggito el pericolo et facto paragone de li amici et de la fede et benivolentia de la Cità, in forma che ne ho inmortale obligatione. Erono e' capi di questa intelligentia Agostino Capponi et Pietro Pagolo Boscoli giovani, benchè di buona casa, senza reputatione o séguito o facilità, et havién conferito più volte insieme di levarci da terra, consentito et deputato el luogo, et facto una lista di parecchi giovani che credevono fussin malcontenti di noi, et andaronli tentandoli. Riscontrorno in Nicolò Valori et Giovanni Folchi, e' quali prestorno orechie, et interogati più volte de' modi ad far novità, et aperto l'animo loro, vi si adviluporno drento. De' primi dua, Agostino et Pietro Paolo, suplicium capitis sumptum est. Nicolò et Giovanni son confinati nel fondo de la torre de la rocha de Volterra per due anni, et non ne possono ussire, se non col partito del magistrato de li Octo, con tutte le fave nere: di poi son relegati imperpetuo fuor del dominio fiorentino, in certi luoghi determinati: et tutto questo iuditio è facto con pratica et parere unito di buon numero di citadini de' primi ben qualificati. Alcuni altri per haver qualche participatione, come Francesco Seragli, Pandolpho Biliotti, Dutio Adimari, Ubertino Bonciani, son confinati per parechi anni nel contado, in diversi luogi: li altri che non erono in dolo, son relassati a buon sodamento. Noi staremo vigilanti, et con questa occasione, assicurando lo Stato et benefitio publico et privato; et di quello achaderà a la giornata vi faremo advisato el più comodamente si potrà fare, aprendosi come io spero el passo di Ferara. Hora io harò caro che voi largamente mi discoriate quel che ne intendete; et quanto più sarete libero et più particulare, tanto ne harò magior piacere.
Di le nove di Roma penso che ne siate benissimo informati; così de Lombardia, che si intende ch'el Duca et Vicerè si voglino insignorire di Piacenza et Parma. Qui è sparso voce che lo Sor Io. Paulo Baglioni si è partito senza licentia de la Illma Signoria. Quando in simili accidenti possiate advisare, molto ci sarà grato intender e' progressi di costì. Nè per questa mi occore altro se non mi racomando a quella Illma Signoria et bene valete.
Florentie, die 7 martii 1512.
Iulianus De Medicis.
DOCUMENTO XX.[764] (Pag. [198])
Bando degli Otto contro Niccolò Machiavelli.
Die 19 februarii 1512.
Li spectabili e dignissimi Otto di Guardia et balìa della ciptà di Firenze fanno bandire, et pubicamente notificare a ogni et qualunque persona di qualunque stato, grado o conditione si sia, che sapessi o havessi o sapessi chi havessi o tenessi Nicolò di messer Bernardo Machiavegli, lo debba, intra una hora da l'ora del presente bando, haverlo notifichato a decti Signori Otto, sotto pena di bando di ribello et confischatione de' loro beni: notifichando che, passato decto tempo, non se ne riceverà scusa alchuna. Bandito per Antonio di Chimenti sotto decto dì, soscripto, in filza.
DOCUMENTO XXI. (Lib. I, cap. XVI; lib. II, cap. II e IV)
LETTERE SCRITTE DA FRANCESCO VETTORI IN ROMA AL MACHIAVELLI IN FIRENZE O IN VILLA, DAL NOVEMBRE 1513 AL GENNAIO 1515.