[85]. Morì nel 1522, e Benedetto Varchi ne scrisse la vita, che fa pubblicata insieme con i tre libri d'amore di F. da Diacceto, a Venezia, Giolito, 1561.

[86]. Fra le molte carte del Varchi, che contengono gli abbozzi e gli spogli da lui fatti per le sue Storie, si trova notato che questo Diacceto «non apparteneva cosa alcuna a Francesco, perchè originalmente non erano d'una medesima famiglia. Gli fu bene sempre amicissimo et scolare, et eziandio, mentre che leggeva greco, l'udiva.» Biblioteca Nazionale di Firenze, 9, F. 11. Della lezione avuta nello Studio fanno cenno il Nardi ed altri. Il Nerli ed il Nardi danno parecchie notizie intorno a quelli che frequentavano allora gli Orti.

[87]. Vedi, a questo proposito, il libro di B. Morsolin, G. G. Trissino o monografia di un letterato del secolo XVI: Vicenza, 1878.

[88]. Archivio fiorentino, Carte Strozzi-Uguccioni, filza 108, a c. 40t. Dobbiamo la comunicazione di questa lettera al prof. L. A. Ferrai, ed a lui ne rendiamo grazie. Filippo Strozzi, amico del Machiavelli, era stato discepolo di Marcello Adriani, ed era parente dei Medici, avendo sposato Clarice figlia di Piero di Lorenzo de' Medici e di Alfonsina Orsini. Questo fatto può forse spiegarci, come mai il Machiavelli, sin dal 1512, quando non conosceva ancora personalmente i Medici, avesse loro indirizzato alcuni suoi scritti (Vedi vol. II, pag. 186 e segg. di quest'opera). E la lettera ad una signora, che molti supposero indirizzata all'Alfonsina (vol. II, pag. 186, nota 1), potrebbe forse con maggiore probabilità essere stata indirizzata a Clarice dei Medici, moglie di Filippo. Quella di Filippo, qui sopra citata, ha la data di Roma, 17 marzo 1519. Rimane però incerto se l'indicazione dell'anno sia secondo lo stile romano o fiorentino.

[89]. Nardi, Storia, vol. II. pag. 86.

[90]. Volume II di quest'opera, pag. 252 e segg.

[91]. Il primo di questi discorsi, che è terzo nelle Opere inedite (vol. II, pag. 262 e seg.), porta la data del 27 agosto, e vi si legge inoltre, di mano del Guicciardini: «In Spagna l'anno 1512, et ero presso alla fine, quando ebbi nuova che i Medici erano entrati in Firenze.» Il secondo vien dopo, ed è perciò quarto nelle Opere inedite (vol. II, pag. 316 e seg.). Sono preceduti da altri due, che si riferiscono ad avvenimenti del 1495, e possono ritenersi come esercizî letterari. Di questi il Guicciardini ne scrisse molti, spesso con intendimento di valersene poi nelle sue Storie, come di fatti qualche volta fece.

[92]. Guicciardini, Opere inedite, vol. II, pag. 329.

[93]. Opere inedite, vol. II, Discorso quinto, pag. 325 e segg.

[94]. Discorso sopra il riformare lo Stato di Firenze, fatto ad istanza di papa Leone X. Nelle Opere, vol. IV, pag. 105 e segg. Sebbene le stampe dicano che il discorso fu fatto ad istanza di papa Leone X, pure, leggendolo, si vede chiaro che il Machiavelli non fu interrogato direttamente dal Papa, cui pur lo diresse, ma dal Cardinale.