[95]. Opere, vol. IV, pag. 112-13.
[96]. Questa provvisione trovasi nell'Archivio fiorentino, Balìe, (1512- 26), n. 58; e secondo l'antico ordinamento: Cl. II, dist. 18, n. 19; a c. 157t. Incomincia dicendo che il Gonfaloniere ed i Signori di Firenze giudicano essere bene di «provvedere in modo che lo Stato suo (la repubblica) si habbi lunghissimo tempo a conservare, e da qualunque insulto, massime repentino, rendere totalmente sicuro. Il che pensano potere facilmente seguire ogni volta che delle gente sue proprie sia bene armata et ordinata, et non tenti a ricercare et adoperare l'arme et gente externe et mercenarie.» Si ristabilisce quindi l'Ordinanza, deliberando la iscrizione sotto le bandiere di diecimila uomini a piedi del contado e distretto, ed affidandone la direzione al «magistrato degli spectabili X di Balìa, et non veghiando tale magistrato, al magistrato degli spectabili Octo di Pratica.» Questo si diceva, perchè allora s'era già deliberato di sopprimere i Dieci e sostituirvi gli Otto di Pratica, che di fatto entrarono in ufficio il 10 giugno di quell'anno. Le lettere dei Dieci Uniscono a dì 9 di giugno 1514, e i primi due volumi di quelle degli Otto di Pratica (n. 28 e 29 secondo la nuova classificazione, e secondo l'antica: Cl. X, dist. 5, n. 49 e 50) hanno questo titolo che è lo stesso in ambedue: «Alter ex libris litterarum intra Dominium scriptarum per magn.cos Octoviros Pratice Reip. Flo.ne, in ceptus die xma iunii MDXIIII, qua die incepit officium dicti Octoviratus, et est primus magistratus,» ecc. Lorenzo dei Medici, nipote del Papa, fu di questi primi Otto. I due volumi citati vanno dal 1514 al 1516, e si compiono a vicenda. La prima lettera è del 13 giugno 1514. La provvisione sopra citata fu solo in parte e di mala voglia eseguita; l'Ordinanza venne nel fatto sempre trascurata dai Medici.
Vogliamo qui ricordare, che anche il Guicciardini, nei discorsi qui sopra menzionati, parla dell'Ordinanza con lode, e la vuole aumentata e rafforzata. Opere inedite, vol. II, Discorso terzo, pag. 264.
[97]. Opere, vol. IV, pag. 117.
[98]. Opere, vol. IV, pag. 121-22.
[99]. Discorso terzo nelle Opere inedite, vol. II, pag. 262 e seg.
[100]. Il discorso del Pazzi fu scritto nel 1522 e trovasi pubblicato nell'Archivio Stor. It., vol. I, pag. 420 e seg. L'autore chiama la forma di governo proposta dal Machiavelli «insolita a quella città e stravagante» (pag. 429).
[101]. In fine del discorso il Machiavelli sembra addirittura rimettere il Papa alle informazioni che gli darà a voce il Cardinale. Egli dice in fatti che, se non si provvede a tempo, le condizioni in cui Firenze si trova, possono da un momento all'altro, esporre i Medici a mille pericoli inaspettati, e già li tengono fra mille fastidî insopportabili a qualunque uomo: «Dei quali fastidî vi farà fede la Reverendissima Signoria del Cardinale, sendo stato in questi mesi passati in Firenze.» Opere, vol. IV, pag. 122. Questa ci sembra un'altra prova che l'invito venne per mezzo del Cardinale, il quale del resto, anche secondo gli storici del tempo, fu quegli che interrogò i cittadini, lasciando intendere che lo faceva d'accordo col Papa.
[102]. Più documenti relativi a questo affare si trovano nelle Carte del Machiavelli, Cassetta I, n. 60, e vennero pubblicati nelle Opere (P. M.), vol. VI, pag. 267-276. Essi sono: una petizione dei mercanti fiorentini alla Signoria di Lucca, senza data; una seconda petizione degli stessi, con la data.... Settembre 1520; un ricordo a Niccolò Machiavelli, di mano ignota, che lo ragguaglia particolarmente di tutto l'affare; una nota di cose che bisogna avere conto e chiarezza sopra le partite di Michele Ghinigi: finalmente la deliberazione del Consiglio generale di Lucca. Tutti questi documenti, salvo il terzo, si trovano scritti di mano del Machiavelli. Aggiungiamo in Appendice, doc. VII, due lettere di G. B. Bracci, scritte al Machiavelli, in data del 14 agosto e del 7 settembre 1520, sullo stesso argomento, perchè compiono la serie dei documenti su questo affare. Alcuni altri documenti ha ora pubblicati il Tommasini. Vol. II, doc. XV.
[103]. Opere, vol. IV, pag. 124-133.