[121]. Discorsi, lib. II, cap. XVII.

[122]. Su di ciò il maggiore Chiala insiste molto nelle sue Osservazioni.

[123]. Il maggiore Jähns, a proposito del poco conto che il Machiavelli faceva dell'artiglieria, osserva: «Diese Nichtachtung war nach dem Erfolge von Ravenna ein Anachronismus.» Machiavelli als militärischer Techniker, nel citato fascicolo del giornale, Die Grenzboten, etc., pag. 556. Il maggiore Chiala crede che nella battaglia di Ravenna le artiglierie non avessero fatto ancora gran prova, e sarebbe quindi più indulgente verso il Machiavelli. Aggiunge però che, dopo la battaglia di Marignano, l'errore era assai meno scusabile.

[124]. Il maggiore Chiala così scriveva: «Leggendo i sette libri dell'Arte della Guerra non è possibile negare che di tutto ciò che ha relazione alla parte immutabile dell'arte, il Machiavelli discorre con tanta lucidezza, con tanta assennatezza, che anche colui il quale abbia poca conoscenza delle condizioni dell'arte stessa a que' tempi, è condotto ad ammettere in lui, non soltanto una mente superiore, ma altresì una pratica non superficiale delle cose della guerra. — Certo nessuno scrittore solamente teorico ha mai scritto così.» Ed altrove: «Il libro dell'Arte della Guerra mi sembra davvero un portento, non solo per que' tempi, ma anche considerato assolutamente.»

[125]. Tale è la opinione espressa ripetutamente dal maggior Jähns, il quale conchiude il suo saggio, Machiavelli als militärischer Techniker, con un pensiero non molto diverso da quello, da noi già citato, che si trova nel principio della sua lettura sul Machiavelli: «Alles in Allem genommen, erkennt man, dass Machiavelli, der durch seine begeisterte Verkündigung des Gedankens der allgemeinen Wehrpflicht, als ein wahrhaft prophetischer Geist und als einer der wichtigsten Denker auf dem Gebiete des militärischen Verfassungslebens erscheint, auch das Wesen der kriegerischen Technik in einer für seine Zeit ganz ungewöhnlichen Deutlichkeit durchschaute, und es ist ein neuer, ich möchte sagen, psycologischer Beweis für die nahe Verwandschaft von Kriegskunst und Staatskunst, dass der Begründer des modernen Staatsrecht zugleich der erste moderne militärische Klassiker ist.» Prima della pubblicazione di questo scritto, il maggiore Chiala ripetutamente mi aveva esposto lo stesso concetto, concludendo: «Come nella parte politica ed organica delle milizie, le vedute del Machiavelli furono ispirate ai veri principi dell'arte della guerra, così anche nel campo tecnico per lui più difficile.»

[126]. Opere, vol. IV, pag. 187.

[127]. Opere, vol. IV, pag. 196-7.

[128]. Opere, vol. IV, pag. 202-4.

[129]. Ibidem, vol. IV, pag. 204.

[130]. Opere, vol. IV, pag. 209. «Omnes nationes quae vicinae sunt soli, nimio calore siccatas, amplius quidem sapere, sed minus habere, sanguinis dicunt, ac propterea constantiam ac fiduciam cominus non habere pugnandi, quia metuunt vulnera, qui se exiguum sanguinem habere noverunt. Contra, septentrionales populi remoti a solis ardoribus, inconsultiores quidem, sed tamen, largo sanguine redundantes, sunt ad bella promtissimi, etc.» Flavii Vegetii Renati Comitis De re militari libri quinque. Ex recensione Nicolai Schwebelii. Argentorati, ex typographia Societatis Bipontinae, 1806. Lib. I, cap. II, pag. 5-6.