[217]. Atto III, scena XI.
[218]. Atto IV, scena I.
[219]. Atto IV, scena VI.
[220]. Macaulay's, Essays (ediz. Tauchnitz), vol. I, pag. 86.
[221]. «But old Nicias is the glory of the piece. We cannot call to mind anything that resembles him. The follies which Molière ridicules are those of affectation, not those of fatuity. Coxcombs and pedants, not absolute simpletons are his game. Shakspeare has indeed a vast assortment of fools; but the precise species of which we speak is not, if we remember right, to be found there.... Cloten is an arrogant fool, Osiric a foppish fool, Ajax a savage fool; but Nicias is, as Thersites says of Patroclus, a fool positive.» Macaulay, Essays, vol. I, pag. 87.
[222]. Queste parole non sono piaciute al Tommasini, che domanda: dove è mai la vivisezione? Il Machiavelli, egli dice, ha fatto «piuttosto una fotografia di quelle che più scontentano la vanità umana» (II, 402). — Descrivere una madre che persuade la figlia a commettere l'adulterio, un frate che bonariamente prima lo incoraggia, dicendo che con esso s'acquista un'anima a messer Domeneddio, e poi lo benedice, non si può chiamare fotografia della natura umana, specialmente se si considera che tutto ciò avviene in mezzo al sorriso e all'indifferenza. Somiglia piuttosto a quel così detto verismo, che della natura umana descrive un lato solo. Ed è la ragione per la quale ho adoperato la parola vivisezione, ed ho aggiunto che nell'arte si vuole la realtà intera. Tutto questo non toglie che in altre parti, sotto altri aspetti, la commedia resti un capolavoro di verità. Nè in ciò v'è contradizione alcuna.
[223]. Oltre gli autori più sopra menzionati, fa sulla Mandragola alcune giuste osservazioni anche il signor Teodoro Mundt, nel paragrafo XIV (Die Mandragola oder Komödie und Kirche) del suo libro sul Machiavelli, da noi già altrove citato.
[224]. Come vedremo a suo luogo, parlano di questa recita il Vasari nelle Vite dei Pittori, ed il Nerli in una sua lettera.
[225]. Nella prima scena del primo atto, Cleandro dice: «Quando dodici anni sono, nel 1494.» Opere, vol. V, pag. 139.
[226]. Questo è anche il giudizio del Macaulay's, Essays, vol. I, pag. 88.