[274]. In quest'opera, vol. I, pag. 303 n., e Appendice allo stesso volume, doc. V, pag. 533 e segg.; vol. II, Appendice, doc. XXII, pag. 575 e segg.

[275]. Opere Minori: Firenze, Le Monnier, 1852, pag. 626.

[276]. Opere, vol. V, pag. 22 e seg.

[277]. Vedi, fra gli altri, Innocenzio Giampieri, Niccolò Machiavelli e Marietta Corsini, nel volume intitolato: Monumenti del Giardino Puccini, a pag. 275-90: Pistoia, tipografia Cino, 1845.

[278]. Sopra una copia dell'edizione dei Giunti, il Magliabechi scrisse di sua mano: «Questa novella di Niccolò Machiavelli si trova fra quelle del Brevio, come anche nella seconda parte della Libreria del Doni, e nel terzo canto del Tristarello, poema eroicomico sciocchissimo, e tra le novelle raccolte dal Sansovino. Nell'originale del Machiavelli che mi fu donato dalla cortesia del signor Benvenuti, ci sono alcune varie lezioni bellissime.» Una imitazione in terza rima, fatta dal Fagiuoli, fu pubblicata l'anno 1851 nel giornale L'Arte (Firenze, Tip. Mariani). Il signor G. Gargani ripubblicò la novella dall'autografo (Firenze, Dotti, 1869), in trenta esemplari numerati, ed otto distinti col nome della persona cui furono dati. La sua prefazione contiene varie utili notizie.

[279]. Classe VII, n. 335.

[280]. L'Artaud, Machiavelli, son génie et ses erreurs, vol. II, pag. 94, fu il primo, che io sappia, a notare che questa novella trovasi nei Quaranta Visiri, i quali egli lesse tradotti dal Gauthier. Anche il prof. Fausto Lasinio, da me consultato, crede che la novella sia venuta in Italia per mezzo dei Quaranta Visiri.

[281]. Prof. I. Macun, Niccolò Machiavelli als Dichter, Historiker und Staatsmann. È un discorso pubblicato in occasione del terzo centenario del Ginnasio di Graz. Nella nota 2 a pag. 11, l'autore dice: «Merkwürdig ist diese Novelle für die Südslaven, dadurch dass sie dort im Volke selbst landläufig ist.» L'autore domanda: come mai la novella è arrivata in questi luoghi? Possiamo rispondere, che l'origine orientale di essa rende facile la spiegazione del fatto. Il prof. Pitrè ne dà una redazione siciliana col titolo: Lu diavulu zuppiddu, nel volume Fiabe, Novelle e Racconti. Palermo, 1895.

[282]. Opere, vol. V, pag. 51.

[283]. Opere, vol. V, pag. 57.