[284]. Ibidem, pag. 61.

[285]. Ne abbiamo accennato qualche cosa nella Introduzione di quest'opera, vol. I, pag. 117 e segg.

[286]. «Nominumepie denique asperitas, vix cuiuscumque elegantiae patiens.» Leonardo Aretino, Istoria fiorentina tradotta in volgare da Donato Acciaioli col testo a fronte, vol. I, pag. 51 e 52: Firenze, Le Monnier (in tre volumi) 1856, 1858 e 1860.

[287]. V., oltre il Voigt, anche Flavio Biondo sein Leben und seine Werke. Inaugural Dissertation von Alfred Masius (Leipzig, Teubner, 1879); P. Buchholz, Die Quellen der Historiarum Decades des Flavius Blondus, Inaugural Dissertation (Naumburg, Sieling, 1881). Anche il signor A. Wilmanns ha pubblicato notizie importanti sullo stesso autore V. Göttingische gelehrten Anzeigen del 1879.

[288]. L. Aretino, Istoria, vol. I, pag. 52.

[289]. L. Aretino, op. cit., vol. I, pag. 54.

[290]. Di ciò non sembra esser persuaso il signor E. Santini, il cui pregevole lavoro (pubblicato nel vol. XXII degli Annali della Scuola normale superiore di Pisa, 1910) abbiamo già più sopra citato e di cui più d'una osservazione abbiamo accettata.

[291]. Perchè si abbia un'idea del modo in cui trascura i fatti interni, ecco come accenna alla rivoluzione importantissima, conosciuta col nome di Tumulto dei Ciompi: «Quieta ab externis bellis civitate, pax in dissensiones domesticas versa est. Nam civiles discordiae e vestigio Civitatem invasere: quae pestis omni externo bello perniciosior est; inde enim et rerumpublicarum interitus et urbium seguitur eversio.» Nè altro dice. Poggii, Historia Florentina, pag. 78: Venetiis, Hertz, 1715.

[292]. Vol. II di quest'opera, pag. 49 e seg.

[293]. Proemio alle Istorie Fiorentine. Opere, vol. I, pag. CLI.