[433]. Guicciardini, Storia d'Italia, lib. XIV, vol. VII, pag. 4-5.

[434]. Lettera del dì 1º luglio 1525 a Ennio Filonardi, nunzio nella Svizzera, nelle Lettere ai Principi, vol. II, a c. 80t: Venezia, Ziletti, 1575.

[435]. Lettera del 10 luglio 1525 a Guido Guiducci, nelle Lettere ai Principi, vol. II, a c. 86.

[436]. Vedi l'Esame del Morone nei Ricordi inediti di Girolamo Morone, pubblicati dal conte Tullio Dandolo: Milano, 1855, pag. 152-4.

[437]. Lettera del Giberti al Canossa, inviato di Francia a Venezia, in data del dì 8 luglio. Il Giberti dice che queste proposte sarebbero partite per la Francia il giorno seguente. Lettere ai Principi, vol. II, a c. 85. Sono in fatti le stesse proposte che si leggono nelle Recheste mandate ad fare in Franza per N. S., nei Documenti concernenti la vita di Girolamo Morone, pubblicati da Giuseppe Müller nella Miscellanea di Storia Italiana della R. Deputazione di Storia patria in Torino, vol. III, pag. 436-37: Torino, 1865.

[438]. Il Guicciardini, Storia d'Italia, vol. VIII, lib. XVI, pag. 56, dice che il Papa, sempre pieno di sospetti e di ansietà, «non per scoprire la pratica, ma per prepararsi qualche rifugio, se la cosa non succedesse, avvertì sotto specie di attenzione Cesare, che tenesse ben contenti i suoi capitani.» Questi avvisi furono dati in un Memoriale mandato d'ordine del papa Clemente VII a monsignor Farnese. Vedi Papiers d'État du cardinal Granvelle, vol. I, pag. 295; De Leva, Storia di Carlo V, vol. II, pag. 287.

[439]. Così afferma anche il Morone nel suo Esame. Dandolo, Ricordi, ecc., pag. 152.

[440]. Guicciardini, Storia d'Italia, vol. VIII, lib. XVI, pag. 52.

[441]. Esame del Morone. Dandolo, Ricordi, ecc., pag. 152-9.

[442]. Ecco come il Pescara stesso scriveva in una delle sue lettere all'Imperatore: «Y dende algunos dias vyno Hieronimo Moron a hablarme por grandes arodeos y ultimamente dezirme que sy yo le prometia la fe de le tener secreto, que el me dyria y descubriria grandes cosas. Yo le dixe qua le ternia secreto, y le dj la fe. Descubriome el mal contentamyento de toda Italia, y come toda ella disponya y determynava salyr de sugecyon, y de Francia abya grande correspondencia y requyrymyentos, y que sy yo querya sentirme de como me avyan tratado, y de la forma con que procuravan y abyan syempre procurado abaxarme, y acordarme que abia nacydo Italiano, y que glorya podia ganar en ser el libertador de la propria patria, que en my mano era ser la cabeça y el capytan de toda esta empresa, y que el creya, que todos concorreryan en darme el reyno de Napoles, y que abia tan grandes cosas y tan grandes cymyentos, que yo veria que era razon de venyr cuello y que podria byen salyr lo que se desiñava.» — Lettera del 30 luglio 1526, duplicata di una del 25, nei già citati Documenti che concernono la vita pubblica di Girolamo Morone, raccolti ed editi da Giuseppe Müller, pag. 358 e seg. Questo, come dicemmo, è il III volume della Miscellanea pubblicata dalla R. Deputazione di Storia patria di Torino. Il vol. II contiene le Lettere ed Orazioni latine di Girolamo Morone, edite da Domenico Promis e Giuseppe Müller. V. anche C. Gioda, Girolamo Morone e i suoi tempi: Torino, Paravia, 1887.