Così fa la Fortuna.

Dopo questo Capitolo, che è certo dei migliori, segue l'altro Della Ingratitudine, indirizzato a Giovanni Folchi.[246] È assai più tirato via; ma v'è pure qualche notevole allusione alle sventure dell'autore. Il dente dell'altrui invidia che mi morde, così comincia il Machiavelli, renderebbe maggiore la infelicità che mi ha colpito, se le Muse non rispondessero alle corde della mia cetra. So di non essere veramente un poeta, ma spero di coglier pure qualche ramo d'alloro nella via che n'è piena.

Cantando, dunque, cerco dal cuor torre,

E frenar quel dolor de' casi adversi,

Cui dietro il pensier mio furioso corre;

E come del servir gli anni sien persi,

Come in fra rena si semini ed acque,

Sarà or la materia de' miei versi.

Quando alle stelle dispiacque la gloria dei mortali, nacque l'Ingratitudine figlia dell'Avarizia, e dei sospetti, che ha la sua sede principale nelle Corti e nel cuore dei principi. Essa colpisce con tre saette avvelenate: non compensando i benefizî ricevuti, dimenticandoli affatto, e finalmente ingiuriando addirittura il benefattore.

Questo colpo trapassa dentro all'ossa,