[507]. Opere, vol. VIII, pag. 201, lettera LXVIII, del 17 maggio 1526.

[508]. Nell'Archivio Fiorentino trovansi la minuta autografa, che fu pubblicata nelle Opere, (P. M.), vol. VI, pag. 360, ed un'altra, poco diversa, d'altra mano. Vi si trova anche la nomina dei Cinque Procuratori; mancano però i loro Atti, e quindi non si conosce la data della elezione del Machiavelli. V'è solo un quadernetto con alcune lettere della cancelleria, le quali vanno sino al 26 febbraio 1527. Le prime undici sono di mano del Machiavelli, le altre (circa trenta) no. Vedi Appendice, doc. XIX.

[509]. Opere, vol. VIII, pag. 202, lettera LXVIII.

[510]. Appendice, doc. XIX. Opere, vol. VIII, pag. 197, lettera LXVI. È una lettera d'ufficio scritta all'ambasciatore fiorentino in Roma, e trovasi stampata anche nel vol. IV delle stesse Opere, pag. 467.

[511]. Opere, vol. VIII, pag. 203-7, lettere LXX, LXXI, LXXII, del 2 giugno 1526.

[512]. Nel più volte citato codice Bargagli trovasi una lettera del 15 gennaio 1526/7, scritta dal podestà di Montespertoli al Machiavelli, provisor murorum, che aveva allora chiesto 25 o 30 uomini per cavare fossi.

[513]. V. nell'Archivio storico lombardo, S. III, Anno 23 (1896), volume V a pag. 245 e segg., le lettere scritte da Francesco Guicciardini, luogotenente generale del Papa, al Cardinale G. B. Giberti (luglio 1526). Esse furono però assai scorrettamente pubblicate dal Sig. G. Bernardi. Il Tommasini, che primo le aveva esaminate nell'Archivio Vaticano, e ne aveva dato notizia all'Accademia dei Lincei, le ripubblicò correttamente (Vol. II, Appendice, pag. 1194 e segg.).

[514]. Luogotenenza generale per il Papa Clemente VII, parte I, lettera del 31 luglio 1526, nelle Opere inedite, vol. IV, pag. 145.

[515]. Opere, vol. VIII, pag. 207-215. Lettere LXXIII e LXXIV, scritte dal Vettori il 5 e 7 agosto 1526. Altre lettere ancora ricevette il Machiavelli da Firenze al campo, fra le quali, come per tener sempre a noi presenti le singolari contraddizioni del suo carattere, ne troviamo una di quel Iacopo Fornaciaio che aveva fatto rappresentare la Clizia nel suo giardino. Questo Iacopo gli parlava della Barbera, della quale pare che il Machiavelli s'occupasse anche in momenti come questi, aggiungendo che essa gli scriverebbe ogni settimana, dimostrando egli così grande premura per lei. Vedi Appendice, documento XX.

Nell'Archivio Fiorentino si trovano, in uno stesso foglio (V. Guasti, Carte strozziane, I, 585) due lettere attribuite al Machiavelli, non però autografe. La prima, che manca della fine, ed è quindi senza firma e senza data, fu pubblicata nelle Opere, vol. VII, p. 215, e ripubblicate da altri, anche dal Tommasini che la riscontrò sul codice. L'altra lettera invece manca del principio, non della fine. Ha la data 3 luglio 1526, e fu pubblicata la prima volta nella già citata Miscellanea del Corazzini (Firenze, 1853), e poi nell'edizione delle Opere colla data di Firenze, Usigli, 1857. Danno anche notizie importanti sull'andamento della guerra.