DUE LETTERE DI GIOVAMBATTISTA BRACCI AL MACHIAVELLI, RELATIVE ALLA COMMISSIONE IN LUCCA.
1 Da Firenze, 14 agosto 1520.[583]
† Al nome di Dio addì xiiij d'aghosto 1520
Nicholò honorando. Il fante che voi ne mandasti venne ieri a xxij hore, e servì assai bene: e vi prometto, per la fed'è fra noi, che noi seravamo a chorte per richiedere Monsignore reverendissimo, e per farli intendere dove le chose restavono; et la vostra littera fu mandata là. E visto quello che voi scrivete, ci ritraemo da parlarli. E chonsiderato questo vostro scrivere, non vi possiamo se non chomendare. Chonoscho bene che quanto al vedere lo stato de' Micheli e i libri e l'altre chose neciessarie, che non è vostra professione, e che bisognierebbe o uno ragioniere o uno stilato. Io ò fatto leggiere a questi creditori, e non so quello che loro si determineranno. Noi abiamo il credito nostro sotto nome di Bartolomeo Ciennami e di Buonaventura Micheli. Sapiamo che sono stilati, e che loro intendeno benissimo quello che inporta questa chosa. E chonsiderato a tutte le parti, ci risolviamo che loro sieno quelli che intenderanno benissimo. E questi altri creditori ciaschuno vi debbe avere chi intenderà e che potrà fare il medesimo. Siamo di parere che voi dobiate di nuovo rimostrare e a Bartolomeo e a Buonaventura la fede che s'à in loro; e che voi dobiate parlare a' Bernardini o a chi pare loro che sanno quello che sempre ànno promesso, e che utimamente rimostrorono, che se Michele sì[584].... sichuro, che tutto sarebbe asset[t]ato; e che questi loro modi non anno in sè quella realità che si doverebbe, dicho de' deti Bernardini; e che sono chose molte brutte, che nel principio de' meriti della chausa e del venire a' chalchuli, e' mettino in chanpo le doti che Giovanni Ghuinigi dette alle figliuole e alla nipote, e quello che Michele aveva speso molto; che sono chose tutte non istimate nulla, che questo vi pare uno termine da non volere osservare quello ched è suto promesso. Che se vogliono fare uno achordo sanza tante girandole, che sarà fatto loro piaciere. E quando reggiate che sieno girandole, voi potrete ritornare alla Signoria, e protestare e narrar loro chome quando fu il chaso di Michele, che i detti Bernardini e quelli che avevono notizia, rimostrorono che non ci sarebbe se non un pocho di disordine, e che questo suo disordine nascieva d'avere giuchato e fatto oblighi; e che quando la Signoria ritrovassi la verità, e che i creditori del giuocho fussino messi da parte, che sarebbe fatto il dovere; e che sempre fu dato questa intenzione e per il loro inbasciadore e per tutti; e che dopo questo volsono si mandassi chostì; poi chiesono la sichurtà di Michele, e chonciessa quella, sono usciti adesso chon dire che se n'è andato in Fiandra: e che chominciato a vedere il chalchulo, che mettono innanzi de' debiti sua le dote che Giovanni Ghuinigi dette alle nipote e sue figliuole, e quello che Michele era debitore a' libri vechi di Giovanni, depoi che n'è qua, che sono chose fuori d'ogni onestà; e che questo è uno volere torre ai creditori i libri per questa via; e che bisogna che le Signorie loro sieno quelli che rimedino; e che, quando non rimedieranno, si spera non ci abi a manchare de' modi; e che voi protestate ec.; e che ve ne vegniate. Questo mi pare il vero modo. Et se pure a Bartolomeo e Buonaventura paressi che voi faciessi altro, poi siete stato tanto, 4 dì più o mancho non dia noia. Ma, per mio parere, io non so chonoscere migliore spediente, e non credo che sia a proposito che voi perdiate più tempo. E quando e' vi paia da protestar loro con simili dischorsi, in voi si rimette. Egli è vero che io non vorrei aver a dar brigha al Chardinale; tutta volta e' si farà quello richorderete. E se si potessi ridurre la chosa a uno achordo, sanza avere a venire a tanti meriti, sendo la somma pichola, non si si ghuarderebbe. E so che per Bartolomeo e Buonaventura si farà quello che potranno. E Valentino, che è costì anchora, potrà pensare al fatto suo. E altro non saprei che dirmi sopra di ciò.
A Bartolomeo ordino vi paghi i ducati 10 e lire 5 del fante. E vi mando una che io scrivo loro. Legietela e datela, e sugiellatela o date aperta, che poco 'porta.
Vostro Giovambatista Bracci
in Firenze.
Spectabili viro D. Niccolò Machiavelli,
in Lucha.
2 Da Firenze, 7 settembre 1520.[585]
† Al nome di Dio, addì vij di settembre 1520