Ed ecco in mezzo di recinto ombroso

Sculto un sasso funebre che dicea:

Ai sacri Mani di Parin riposo...

Ed una non so ben se donna o dea

(Tese l’orecchio, aguzzò gli occhi il vate

E spianava le rughe e sorridea)

Colle dita venia bianco rosate

Spargendolo di fiori e di mortella,

Di rispetto atteggiata e di pietate!

Bella la guancia in suo pudor; più bella