Discendendo la collina de’ Crivelli, pei loro campi si va al bosco, dove la natura e i cataclismi hanno prodotto siffatte spaccature di roccia, per dove filtrano e scorrono limpide e fresche acque, che formano un Orrido dell’effetto il più pittoresco.
E meglio ancora il produrrebbero, se l’acque più riunite scorressero; ma come l’età piega al positivo, così parte furono deviate a mettere in movimento mulini.
Con tutto ciò all’Orrido d’Inverigo, di proprietà del marchese Luigi Crivelli suddetto, non v’ha chi venga al paese e che non tragga a vederlo, sovente convegno ad amiche brigatelle che lo eleggono a luogo di refezioni e riposo.
A ponente della villa Crivelli si discende per uno stradone alla Madonna della Noce, luogo piacevole assai e al quale convengono a settimanale mercato da tutti i circonvicini paesi.
Chi ama conoscere le migliori villeggiature e farsi adeguato concetto della ricchezza de’ loro proprietarî, essendo in Inverigo, non lascia di fare una scarrozzata a Cremnago, dove sorge il magnifico palazzo della famiglia Perego. Se gliene è dato l’accesso, potrà il lettore ammirarlo nelle sue parti tutte; e se nelle ampie scuderie vedrà molti cavalli e taluni anche pensionati a riposo perpetuo, sorretti persino da cinghie, potrà cavar argomento del cuore del ricchissimo padrone, il quale del resto non restrinse alle bestie sole gli effetti della sua bontà, prima avendola addimostrata nel dotare i suoi coloni di belle e comode case.
Il cimitero del paese merita pure di essere veduto. È buona architettura di Giuseppe Chierichetti, e in esso è il sepolcreto della famiglia Perego. È questo un’edicola di forma quadrangolare e cilindrica, e alla parte superiore con gradinata e cupola d’ordine dorico, colle pareti laterali fregiate di colonne, quattro delle quali formano il pronao con cornice, architrave e frontone, entro cui leggesi scolpito Hypogeum, e tutto condotto in miarolo rosso. Le pareti interne sono a stucco lucido, la luce piove dal lucernario della cupola, e nel fondo è l’altare marmoreo, con un bel gruppo in marmo di Carrara, rappresentante la Maddalena a’ piedi della Croce, lodevole opera dello scultore Labus.
Per ritornare ora al nostro Pian d’Erba, rifacciam la medesima via di Lurago e Nobero: è più agiata e vi giungeremo più presto.
CONCLUSIONE.
Altri paesi, altre ville, altre meraviglie di natura e d’arte ci solleticherebbero ad altre escursioni; ma invaderei la Brianza, della quale già qualche lembo abbiam tocco, e allora mi ci vorrebbe un altro volume; perocchè per essa a buon dritto potrebbesi citare del pari quanto l’Ariosto cantò de’ dintorni di Firenze:
A veder pien di tante ville i colli