Cammino il vïator stanco riposa

E le forze a la fresca ombra rintegra.

O dell’Italia onor, de la severa

Sofia decoro, lungamente vivi

All’arte e a’ tuoi, felice! e quando avrai

Grande e incolume i tuoi giorni compiuti,

Te Clio, te Euterpe e la virtù non morta

De la tua patria adducano immortale

Sovra nuvola ardente in grembo al cielo!

Ma qui ne è forza balzar dalla barca e ascendere il monte che nomano il Bisbino. Badiam però che la sua sommità sia libera e serena; perocchè quando essa si incorona di nubi, gli è indizio che il cielo si turberà, che non tarderà guari a piovere a dirotto: