Per questo calle montiamo, montiamo, onde raggiungere l’altipiano a cui siamo diretti, a Mompiatto. Nè lunga, nè aspra la salita: rivoletti d’acqua limpida scendono lungo il cammino, che presto ci scorge avanti la chiesa che sta in cima e dov’era già un chiostro di vergini. Quivi però le monachelle, più che a mattinar lo sposo divino, come direbbe l’Alighieri, ed attendere a vita contemplativa, s’abbandonavano ad amori e baldorie poco canoniche e meno caste; tal che S. Carlo Borromeo, che alle monache ed a’ frati solea spesso riveder le bucce, ne lo chiuse, e le suore trasferì al Sacro Monte di Varese a più severa disciplina. L’episodio ricorda la novella prima della terza giornata del Decamerone del Boccaccio, fondata sulla vecchia tradizione del contado toscano che presso a Lamporecchio fosse un convento di monache, che pel vezzo di divertirsi come quelle di Mompiatto, ebbero il convento demolito ed esse furono trasferite altrove.
Sull’ameno altipiano del Mompiatto vengono sovente le brigatelle villeggianti ad asciolvere allegramente; ma più matte e curiose sono quelle che vi chiama quella sagra che al due luglio vi si celebra e dove è tutta la giornata il più lieto via vai, su e giù per l’erte viuzze, d’uomini e donne e di fanciulli; ed in cima si merenda sotto gruppi di annose piante; si gozzoviglia e canta finchè calano da’ più alti monti le ombre, e alla chiesa di San Giovanni spirano i tocchi dell’avemmaria vespertina.
Su questo monte, che s’eleva sovra tutte queste ville che si schierano da Blevio infino a Torno, attira poi la curiosità la Pietra pendula, di forma conica, sulla cui punta sta in bilico un trovante o masso granitico di due metri d’altezza e di cinque di diametro, che pretendesi formi sistema col Poncione di Blevio, che gli abitanti chiamano Nariola, altro masso più enorme che sporge sul pendio che tocca appena d’una estremità la terra, solo sorretto dalla punta d’una roccia calcare, sicchè guardato di fianco, sembra prossimo a rovinare.
La Pliniana.
ESCURSIONE DECIMA. LA PLINIANA.
Le vittime del lago. — La villa Matilde dei signori Juva. — Villa Canzi. — La Pliniana. — Plinio il Giovane e il flusso e riflusso. — Spiegazione del fenomeno. — La Breva e il Tivano. — L’assassinio di Pier Luigi Farnese. — Giovanni Anguissola. — La villa e l’attuale proprietaria.
I.
Non erano più i giorni gloriosi della celebre danzatrice, di Maria Taglioni... Il tempo, questo terribile devastatore della bellezza e del valore, aveva già da un pezzo chiuso i battenti de’ più cospicui teatri a quella grande artista che aveva stancato i plausi dei pubblici più difficili d’Europa, ed eletto soggiorno in Parigi, lasciava deserta la sua vaghissima villa di Blevio, la quale si specchia nell’onda del Lario.