Ch’ella per sempre t’ha quaggiù relitta.
Era sì bella, sì gentil, modesta
E del suo spirto le virtù supreme
Così colpian ogni persona onesta;
Che nell’acerbo duol che il cor ti preme,
Altra parola non so dir che questa:
Povera madre, lagrimiamo insieme.
Qui pure in Carate hanno ville il signor Rocca, che ristaurò la propria recentemente; il conte Alfonso Visconti, che dall’angustia dello spazio seppe trarre il miglior partito, e però chiamolla Ripiego ed ha assai leggiadra architettura; il Battaglia, il cav. dott. fisico Francesco Viglezzi, il Tarantola e la Ottolini, tutti accorrenti dalla ricca Milano; e qui la contessa Sangiuliani, presso la quale a sera convengono i villeggianti a conversari e danze. Al suo giardino la piena del lago ritolse, or fa qualch’anno, un chiosco ch’era in riva e che con tutto il mobiglio una bella notte scomparve, a nuova prova che il Lario non patisce gli si rubi terreno. Quindi si schierano in bella mostra le ville Lavizzari, Porro e Antongini, or passata quest’ultima in proprietà del nostro bravo generale Longoni, che ne abbelliva casa e giardino col miglior gusto, e che dopo le cure ed esercitazioni militari quivi
Scende del campo a tergere
Il nobile sudor[16].