È nello stesso paese di Carate che i fratelli Taroni hanno operoso cantiere per la costruzione di ogni sorta d’imbarcazione del lago: navi, battelli, canotti, gondole, lancie, quattrassi e sandolini, tutto vi si fa e con bella eleganza.

E così eccoci giunti a Laglio, altro paesello montano, senza alcuna particolarità, come tutti gli altri che discorriamo, costituiti dalla chiesa e suo campanile, da casupole di pescatori e tutt’al più da una osteriuccia, dove si eccettui il dottor Casella, del quale avverrà nella prossima escursione che più intrattenga il lettore.

È fuori di Laglio che fu collocato il monumento piramidale ad un medico, Giuseppe Franck, che, transitando sul piroscafo, ognuno crede possa essere di Pietro, l’illustre, il quale lasciò molte opere della sua scienza, ma che non è; essendo invece eretto a Giuseppe, figlio, autore per altro egli pure, ma di meno riputate opere di medicina: nè si comprende perchè abbiasi voluto funestar con quel segno funebre il sorriso di questa sponda.

Affrettiamoci invece a esaminare la villa che succede ed è de’ Galbiati, che ci avvicina a Torrigia, dove alla punta sporgente nel lago sorge la villa dei signori Cetti, alla famiglia de’ quali appartenne il gesuita Francesco Cetti, che a mezzo il secolo scorso insegnò e dettò opere lodatissime di storia naturale.

Qui, in antico, forse perchè il lago restringesi, era una torre che diede per avventura nome al paese, turris regia, che aveva un faro, buono a dirigere a notte le imbarcazioni. Ora a notte questo tratto pescoso di lago è occupato dalle reti, che calate vi avvertono di loro presenza coll’agitarsi continuo de’ campanelli, scossi dall’onde o dal vento, i cui suoni scorrendo monotoni sulla superficie del lago, producono un singolare effetto per chi ignora che stanno a segnale de’ pescatori.

E qui fermandosi la via carrozzabile, arrestiamoci anche noi; rimanendoci una interessante escursione a compiere da qui, prima di allontanarci.

Buco dell’Orso.

ESCURSIONE DUODECIMA. IL BUCO DELL’ORSO.