Isola Comacina, Balbianello, Bellagio.

ESCURSIONE DECIMAQUINTA. L’ISOLA COMACINA.

Le cascate di Camoggia. — Colono. — Sala. — Villa Beccaria. — Zocca dell’Olio. — Isola Comacina. — La sua storia. — La processione e la Scorobiessa. — Isola. — La torre del Soccorso. — Campo. — La villa Delmati. — Dosso di Lavedo. — Balbianello e la villa Arconati. — Il torrente Perlana. — La Madonna del Soccorso.

Riconducendoci ad Argegno, e da qui movendo all’insù del lago, seguendo la medesima sponda, dobbiamo questa volta proporre a meta della nostra peregrinazione questa Isola Comacina, un dì più famosa certo di quello non lo sia oggidì. Vi troveremo importanti memorie di storici avvenimenti, che non sarà, per chi ha cuore e amor di studî, discaro di ricordare.

Intanto lungheggiando questa sponda, la sua severità, che ebbe, a vero dire, il suo principio dalla punta di Torrigia, è divertita dalle bellissime cascate di Camoggia, le cui acque con molto fragore balzan dalle alture e spumeggianti si gettano nel lago. Una semplice casetta da contadino sta al piede del monte e testimonia che vi ha chi sfrutta e que’ pascoli e que’ boschi.

Dopo un certo tratto silenzioso e disabitato, si presenta Colono, paesello, come Blevio, Careno, forse Corinto in antico, Palanzo, Lemna e Nesso che già visitammo, il qual rivela nel suo nome, che ricorda altresì l’Edipo a Colono di Sofocle, la presenza di una immigrazione greca; la quale, come già altre volte notai, pur si manifesta nel nome di altre terre, come Campo, che troverem tra breve, Lenno, Dorio e Dervio, forse anticamente Delfo; avvalorandosi così la credenza di coloro che pretesero aver qui, come pur già dissi, Giulio Cesare dedotta una colonia ellenica di cinquecento uomini di prestanti famiglie. E pare che gli abitatori di questi paesi serbassero le costumanze antiche, computando gli anni dai consoli, e rammentando l’autorità dell’imperatore greco sedente in Costantinopoli, quantunque non ne avesse su di essi giurisdizione, negli anni di Cristo 571 e 572, a’ quali accennano due lapidi latine che si distinguono tuttavia in Lenno, e che riferirò a suo luogo.

Tuttavia a Colono si hanno traccie sufficienti di colonia romana nei ricordi di un arco antico, che evidentemente lo attestano di romana architettura.

Succede a Colono, Sala, paesello che vive di pescagione e sul confine del quale ha il suo letto il torrente Premonte, e sulla punta sporgente nel lago sorge la villa Beccaria, che appartenne a Cesare, l’immortale autore Dei Delitti e delle Pene e dove vi morì il suo degno figlio marchese Giulio; e la quale chi la visitò afferma somigliare ad un buon libro che attiene più che non prometta.

Tutta questa parte, che forma un certo grazioso bacino, la si può dire una primavera anche nel verno: la neve, se cala, vi sparisce subito: il verde vi è costante e però agrumi e ulivi vi allignano, per la mitezza del clima, all’aperto, nè i fiori han d’uopo di serre: lo stesso che sul lago Maggiore avviene ne’ dintorni di Cannero, che si trovano nell’eguale condizione di postura. La calma che anche regna nelle onde di questo seno, a cui l’isola forma quasi baluardo contro l’ira dei venti e dei flutti, ha fatto dare a questo tratto dagli abitanti del paese la denominazione di Zocca dell’Olio. Perocchè davanti a questa villa Beccaria si schierino a fianco Sala e davanti l’Isola Comacina, a cui eravamo diretti, e che è anche la sola isola del lago.