In quella giornata, sacra a San Giovanni Battista, il clero in processione vi gira in una gran barca detta la Scorobiessa, e negli anni addietro essa veniva altresì accompagnata dalla rappresentazione scenica della decollazione del Precursore.

Raffiguravasi il re Erode, che, in mezzo al suo corteo, comandava decapitarsi il santo, il qual doveva essere un fantoccio, perchè realmente si vedeva, al calar del fendente, balzare la testa e il sangue sprizzare da un otre che vi era predisposto dentro, con immensa edificazione e gaudio della devota popolazione.

In seguito della suddetta guerra decenne, gli abitanti, parte ripararono a Varenna; gli altri si fabbricarono sul lido le loro case, e il paese che ne uscì appellarono dal luogo che avevan dovuto abbandonare, Isola, dove risiedette anche la Collegiata che ho testè ricordata.

Lasciando Isola, in su spingendo l’occhio, vedesi su d’un greppo un avanzo di torre, che denominano del Soccorso, di solida costruzione, quadrata, e che doveva servire o di vedetta o di momentaneo rifugio.

Subito dopo Isola, è Campo, ove la villa che prima era dei Giovio, venduta poscia a Tolomeo Gallio, che di ville sul lago n’ebbe più d’una, ebbe a ritornare di poi ai Giovio; nel 1787 venne da essi ceduta al cardinale Angelo Durini, che l’ampliò ed arricchì di molto; e forse è questa la villa del prelato, che, colla scorta dell’Amoretti, io cercavo a Moltrasio invanamente.

La superstizione, svegliata dal giuoco dei venti che vi producevano rumori, tenne lungo tempo disabitata la villa; ma essa ora appartiene ai signori Delmati, che l’abitano senza tema che diavoli e fantasime vi facciano ridda e tregenda.

Proseguendo il cammino, giungesi al Dosso di Lavedo, ov’era prima un convento di Francescani, che, acquistato dallo splendido cardinale sunnominato, vi fabbricò un portico sull’eminenza, e ne costituì la villa che vi si vede, che si noma Balbianello, e spetta adesso al marchese Arconati. Da questa villa si domina il maraviglioso bacino della Tremezzina, cui ci tarda di giungere, e più giù il tratto di lago che abbiam trascorso in questa nostra escursione, la quale chiuderemo additando all’insù di Spurano ed Ossuccio il Santuario della Madonna del Soccorso, al quale conduce un’ampia strada fiancheggiata da quindici cappelle sul far di quelle della Madonna del Monte di Varese, con entro raffigurati, taluni in plastica, taluni in pittura, i religiosi misteri. L’opera di queste cappelle è dovuta alla pia costanza di Timoteo Snider, che fu eremita di questi monti, il quale e col mendicare e collo insistere presso le famiglie più facoltose, potè recare ad effetto il suo divisamento. Degli artisti che vi lavorarono, si addita un Francesco Torriani da Mendrisio per la cappella dell’Orazione di Gesù nell’Orto, dipinta; e un Agostino Silva, per le figure non senza merito scolpite in quella che rappresenta la disputa dei dottori, che è anche la più ricca cappella. Forse è pur egli l’autore di sculture di altre cappelle. Il Santuario è un bel tempio cui traggono continuamente, massime alla Madonna di settembre, i devoti. A mezzo la via, si passa sul torrente Perlana, traversandolo su di un ponte di legno, e le tumultuose sue acque, che mettono in movimento de’ mulini, precipitandosi al basso, formano una cascata di effetto assai pittoresco.

L’origine del Santuario vogliono che derivi da una effigie mutilata di sasso rinvenuta colà, Dio sa come, da’ montanari, alla quale, appiccicata una testa e una figura di bambino, la salutarono Madonna, la venerarono in una chiesuola; poi, per grazia ricevuta, questa, a spesa de’ terrieri del lago, fu tramutata nel grandioso Santuario, conosciuto sotto il nome della Madonna del Soccorso, stato consacrato nel 1837 dal vescovo di Como, allora monsignor Bonesana.

Un’altra statua si conserva ed è dipinta e porta infatti questa iscrizione: Questa figura è quella che fu depinta quando questa gexia comenzò ad essere frequentata per li molti miracoli e grazie.

Legati e doni arricchirono la chiesa per parte di chi si professò riconoscente per qualche grazia colà supplicata ed ottenuta.