Da qui breve è la via che conduce per boschi a Grianta, paese che dà ragione agli etimologi, che il nome dedur vorrebbero da riant, sorridente, perchè infatti è amena e lieta per ogni riguardo. Beyle vi collocò le più interessanti scene del suo bel romanzo la Chartreuse de Parme: io invece ricordo le case signorili dei Riva, dei Mainoni e de’ Malacrida.
Montando più in alto si ritrova una delle molte grotte di questi monti che fiancheggiano il Lario, dove se ben si riguardasse al masso che vi esiste sconnesso dalla montagna, inorridirebbe pensando alla possibilità che un dì avesse a staccarsi e rovinar giù nel lago, suscitandovi uno sconvolgimento pari a quello che il masso staccatosi nella notte del 4 novembre 1856 di sopra le gallerie di Varenna ebbe già a produrre, cagionando non pochi danni.
Villa Sommariva o Carlotta.
ESCURSIONE DECIMASETTIMA. LA VILLA SOMMARIVA.
La villa Sommariva. — Suo primo proprietario. — Opere d’arte. — Giardino. — Carlotta di Prussia e il principe di Sax-Meiningen. — La Cadenabbia. — Albergo di Belvedere. — Ville Brentano, Noseda, Piatti, duca di Sangro e Seufferheld. — La Majolica. — L’albergo Righini. — Villa Ricordi. — Maxime Lari. — Questione filologica.
Dicono i Francesi: à tout seigneur, tout honneur; e però a questa villa denominata ancor Sommariva, che per universal sentimento si estima la più grandiosa e splendida di quante abbellano le ridenti sponde del Lario, vuolsi, come da quanti visitano questi luoghi, dedicare una speciale escursione.
Sorge essa fra Tremezzo e la vicina Cadenabbia, isolata come una regina a cui le altre dame stieno per reverenza a certa distanza. È ingiustizia della sorte che non le sia stato conservato il nome del suo primo proprietario che la fe’ costrurre, del marchese Giorgio Clerici, cioè, che fu presidente a Milano del Senato e del quale pure era il magnifico palazzo nella contrada appunto detta de’ Clerici, convertito ora in sede della Corte d’Appello, dove pitture e dorature in profusione attestano ancora della immensa ricchezza di sua famiglia; perocchè il primo merito andrebbe dovuto a questo nome.
Incominciata essa da quel patrizio, veniva ultimata da Anton Giorgio suo nipote, che, a dir di Gianbattista Giovio, l’amico di Foscolo, vi esercitò lo splendore e la magnificenza cinto d’ospiti numerosi e in banchetti luculei.