[94]. Liburnica appellavasi una nave leggierissima e velocissima, derivandone il nome dai Liburni, popolo dell’Illiria, che di tali navi una volta servivasi alle proprie piraterie. Esse alla battaglia d’Azio avevano avuto la superiorità sulle galere triremi.
[95]. Il testo dice Codicillos. Avanti l’invenzione della carta dicevansi codicilli le tavolette spalmate di cera su cui scrivevasi collo stilo. Veggasi il Forcellini a questa parola e più addietro quanto ne scrissi nel precedente capitolo.
[96]. Classiarii, ossia soldati delle navi, classis significando flotta. Io ho seguito in questo passo la lezione adottata dal Lemaire nella sua edizione Plinii Cæcilii Secundi Epistolarum, Parisiis 1822, poichè mi parve la più ragionevole, migliore di quella di coloro che vorrebbero si traducesse: «ricevè un biglietto di Retina, moglie di Cesio Basso (poichè la sua villa vi era sottoposta, nè si poteva scampar che per acqua), il pregava a liberarla da tanto pericolo.» Pier Alessandro Paravia, traduttore, d’altronde egregio, delle lettere di Plinio, in una sua nota a questo passo, ammettendo le varie lezioni, si maraviglia di quel che io pure credo, dicendo: «Basti, che di questa Retina si fa da taluni un paese, quando io con buone ragioni, per quel che mi sembra, ho creduto di dover sostenere che sia essa una donna.» Oh che? Il Paravia non pensò che Retina appunto fosse un paese alle pendici del Vesuvio travolto sotto le lave e ceneri di tal monte con Ercolano, Pompei, Oplonte, Stabia, Tegiana e Taurania? Poco presso all’antica Retina ora sta Resina, come su Ercolano sta Portici e su Oplonte la Torre dell’Annunziata.
[97]. Vi pulveris ac favillæ oppressus est, vel, ut quidam existimant, a servo suo occisus, quem æstu deficiens, ut necem sibi maturaret, oraverat.
[98]. Disquisitiones Plinianæ.
[99]. Plinio qui cita il verso di Virgilio, spiccandolo al principio del Lib. II dell’Eneide, vers. 12:
Quamquam animus meminisse horret
Incipiam.
Io ho osato sostituire la traduzione di mia fattura a quella di Annibal Caro, che pur avrei amato recare, come quella che universalmente è tenuta in miglior conto, ma essa non mi parve in questo passo felice; eccola:
(Benchè lutto e dolor mi rinovelle,