Uscito egli appena dal teatro l’edificio intero crollava.
Quanto durasse il terremoto, quanta ruina cagionasse a Neapoli, ma più ancora ad Ercolano e Pompei, ci lasciò ricordato Seneca nel seguente passo:
«Pompei, celebre città della Campania, intorno alla quale la riva di Sorrento e di Stabia da una parte e quella d’Ercolano dall’altra formano col loro incurvamento un golfo ridente, è stata rovinata, ed i contigui luoghi molto maltrattati da un tremuoto accaduto nel verno, vale a dire in una stagione che i nostri antenati credevano esente da pericoli di tal sorta. Fu a’ cinque di febbrajo, sotto il consolato di Regolo e di Virginio, che la Campania (la quale era stata sempre minacciata, ma almeno senza alcun danno e sol travagliata dal timore fino a quel momento) venne con grande strage devastata da questa violenta scossa della terra. Una parte della città d’Ercolano è stata distrutta, e ciò che ne rimane non è ancora sicuro. La colonia di Nuceria fu, se non rovesciata, certo malconcia. Neapoli ha sofferto delle perdite piuttosto particolari che publiche e lievemente fu tocca da questo gravissimo flagello. Molte case di campagna risentirono della scossa senza effetto. Si aggiunge che delle statue furono spezzate e che dopo di questo avvenimento funesto si videro errare pe’ campi persone prive di conoscenza e di sensi»[52].
I Pompejani salvatisi dalla rovinata città, l’abbandonarono e non vi fecero la più parte ritorno che qualche anno dopo, ponendosi allora a riedificarla o restaurarla, a seconda del bisogno, presto dimentichi della patita sciagura e spensierati che rinnovar si potesse nell’avvenire; e però tutti intenti a decorarla coll’arti belle, a rallegrarla di festosi conviti, a inebriarla di spettacoli e ringiovanirla di vita più gagliarda che mai.
Mensa Ponderaria. — Fig. I. B. E. Misure per gli Aridi. — A. C. D. F. G. H. I. Misure pei liquidi. — Fig. II. Spaccato della fig. I. — Fig. III. Extra misura. — Questa tavola è tolta al N. 15 del giornale degli Scavi, Nuova Serie. Vol. I. Cap. IV.
CAPITOLO IV. Storia.
PERIODO SECONDO
Leggi, Monete, Offici e Costume.