L’ordine dei Decurioni vi formava la curia, la quale corrispondeva al Senato dell’Urbe e componevasi di cento. Nelle cose più importanti tuttavia dovevano intendersela col popolo; dal che venne l’ordo populusque delle lapidi che pur si trovarono in Pompei. Plinio, nella epistola XIX del primo libro, ci avvisa che per essere ammessi a quest’ordine fosse mestieri possedere un patrimonio di centomila sesterzi, che equivarrebbero a ventimila lire d’Italia. Ai consoli equivalevano i duumviri con giurisdizione in certe cause; e come fossero la primaria magistratura, nelle colonie, aveano il privilegio de’ fasci, ma non potevano usarli fuori del loro territorio, a seconda del principio di diritto extra territorium jusdicentis impune non paretur. Di essi ritornerò a dire nel capitolo del Foro e della Basilica. V’erano il quinquennale, o censore, il tribuno, il difensore, gli edili, gli attuarj, ed erano queste le varie cariche colle quali internamente si amministravano a loro piacimento. V’era inoltre il pretore, il questore gerente del reddito publico, il patrono della città, il maestro dei sobborghi e dei trivii, e vie via altre cariche minori.

Nelle iscrizioni pompeiane sovente si fa cenno ai maggiori magistrati, ed anzi una, che appare fatta publica di quel Valente che fu creato Flamine perpetuo da Nerone, ci rende edotti della presenza di questa dignità imperiale in Pompei e di certa importante autorità a lui conferita, se egli in essa iscrizione avvisa una caccia nell’anfiteatro, nel quale verrebbero distesi i velarii:

VALENTIS . FLAMINIS . NERONIS . AVG .
F . PERPETVI .
D . LVCRET . I . VALENTIS . FILII
Y . K . K . APRIL . VENATIO . ET . VELA. ERVNT
P . COLONIA

Queste due ultime parole, che significano Pompejana Colonia, appajono apposte dopo e da altra mano.

In altra è rammentato l’edile Marcellino, cui si raccomandano legnajuoli e carrettieri:

MARCELLINVM . ÆDILEM . LIGNAR I . ET . PLOSTAR I . ROGANT

I lavoratori delle Saline si raccomandano in altra a Marco Cerrinio Edile:

M . CERRINIVM . ÆD. SALINIENSES . ROG .

I facchini pregano Aulo Vezio in questa:

A . VETTIVM . ÆD . SACAR I . ROG .