Importa ora conoscere, alla migliore idea della publica amministrazione di Pompei, come si scoprisse nella Via delle Terme uno stabilimento che corrisponderebbe ad una odierna dogana e che gli antichi appellavano con parola greca Telonium — Τελωνὶσν — o banco de’ gabellieri ed anche Ponderarium, da pondus, peso, perchè luogo a pesare le merci. Vi si accede per una porta larga forse trenta piedi e si trova in un cortile, nel fondo del quale sta un piedistallo che un dì sosteneva forse una statua, rovesciatasi per avventura nell’anno 63, quando avvenne quel formidabile tremuoto, che tanto guasto menò alla città, e di cui ho già informato il lettore, nè più rimessavi poi.

Si rinvenne in questa località una discreta quantità di pesi di marmo e di piombo, circolari e di differenti grossezze ed altri marcati con buchi o con punti rilevanti. Su taluni si lessero le sigle C. Pon, cioè centum pondo, in altri Pon, pondo, ed in altri ancora Ta, talentum. Su molti piccoli pesi quadrati di piombo da un lato stava impressa la parola Eme, compera, dall’altro Habebis, l’avrai. Alcuni poi portavano inciso il visto del magistrato: exacta in capita.

Si trovò pure una stadera con ganci all’estremità della sua catena e nell’asta marcati i numeri da uno ad otto, col peso pendente di 22 once, raffigurante un Mercurio. In altra stadera i numeri appaiono duplicati nella parte opposta, e in una bilancia con coppa lungo la sua asta erano impresse le seguenti parole:

IMP. VESP. AVG. IIX. C. IMP. AVG. T. VI. C. EXACTA. IN. CAPITOL.

cioè: nel consolato ottavo di Vespasiano imperatore Augusto e nel sesto di Tito Imperatore, figlio d’Augusto, provata nel Campidoglio.

Qui mi conviene far cenno altresì di cinque altre bilancie romane, interamente di bronzo, notevoli pei modi diversi ond’è segnato il numero nei varj punti in cui puossi appoggiare il peso. Su due di esse sono impressi questi numeri, V, X, XV, XX, che significano 5, 10, 15, 20: su d’un’altra i seguenti XIIIIVIIIIXXIIIIVIIIIXXXIIII, che equivalgono da 10 fino a 54: sulla quinta finalmente questi: IIIVX, V, XX, XXX, IIII, cioè 2, 3, 4, 5, 15, 20, 30, 34.

Bilancie Pompeiane. Vol. I Cap. IV. Storia, ecc.

Piacemi per ultimo constatare che tutte queste bilancie veggonsi fabbricate con mirabile diligenza, e i contrappesi, æquipondium, rappresentano teste di donna, o satiri, di squisito lavoro.