Orazio ne faceva menzione, dicendolo composto di succhi di pesce iberico:

Garum de succis piscis iberi[77].

Marziale del pari in un suo epigramma:

Sed coquus ingentem piperis consumet acervum:

Addet et arcano mixta falerna garo[78].

E altrove lo stesso poeta:

Nobile nunc sitio luxuriosa garum[79].

Era per ultimo lungo queste amenissime sponde che il Vesuvio sogguarda, che i medici solevano mandare a curarsi e risanare gli affetti da mal sottile, e siffatta salubrità di tali luoghi Varrone ricordò in quelle parole: ubi montana loca ut in Vesuvio, quod leviora et ideo salubriora, constatataci di poi anche dall’autorità di Polibio e di Procopio.

Queste erano le condizioni di Pompei ne’ primi anni dell’Era Cristiana, negli ultimi quindi di sua esistenza, e dei quali io mi faccio ad intrattenere il lettore.

CAPITOLO V. Storia.