Nec titulus minio, nec cedro charta notetur.
Detto di queste particolarità, progredendo nel mio tema, eran pure per la più parte fra gli schiavi, od erano stranieri coloro che si applicavano alle discipline mediche e chirurgiche: la prima però affidata più all’empirismo che alla vera scienza.
Valga il seguente aneddoto:
Il figlio di Marc’Antonio, dando una cena a’ suoi amici, vi convitava altresì Filota medico d’Amfrisso. Tra le argomentazioni ch’era in uso a que’ tempi di proporsi a tavola, Filota uscì in questa: V’è una certa febbre che si vince coll’acqua fredda; chiunque ha la febbre, ha una certa febbre; dunque l’acqua fredda è buona per chiunque abbia la febbre.
L’insulso paralogismo, degno d’un puerile scolasticismo, si meritò dallo spensierato Anfitrione i più ricchi donativi.
E valga pure il notare il passaggio, che fu anche satireggiato da Marziale, di un medico alla vile condizione del gladiatore:
Oplomacus nunc es, fueras ophthalmicus ante:
Fecisti medicus, quod facis oplomacus[241].
La medicina fu, tra le scienze, quella che a Roma ottenne poco favore e vi fece minori progressi. Non è già che ivi si mancasse delle cognizioni ausiliarie su cui poggia la teoria della medicina; ma fino ai tempi di Plinio il Vecchio venne abbandonata quale occupazione illiberale, come già dissi, agli schiavi, a’ liberti od a’ forestieri. In questa, come nelle altre, i Greci la fecero da maestri, e fu Arcagato (535 di Roma), a quanto ne attesta lo stesso Plinio[242], il primo medico greco che gli iniziasse alla medicina. Lucullo, Pompeo ed altri illustri Romani invitarono in Roma parecchi greci di condizione libera per esercitarvi quest’arte. Sotto Cesare, montarono in grande stima, che vieppiù s’accrebbe regnante Augusto. Quest’ultimo accordò loro rilevanti privilegi, i quali allettarono più romani a dedicarsi, quantunque liberi, allo studio e alla pratica di questa scienza.
V’ebbero così medici pubblici e privati. Questi ultimi erano per lo più schiavi o liberti che abitavano col padrone e lui e la famiglia sua unicamente assistevano, o gli aderenti di casa.