Inque suo nullum limine limen erat.
Iussisti tenues, Germanice, crescere vicos;
Et, modo quæ fuerat semita, facta via est.
Nulla catenatis pila est præcincta lagonis:
Nec prætor medio cogitur ire luto.
Stringitur in densa nec cæca novacula turba:
Occupat aut totas nigra popina vias.
Tonsor, caupo, coquus, lanius sua limina servant.
Nunc Roma est; nuper magna taberna fuit[266].
Le botteghe avevano differenti nomi, secondo la natura delle merci che vi si vendevano. Così le taverne in cui si vendevano i cibi cotti si chiamavano popina, ed erano per lo più frequentate da’ ghiottoni che vi trovavano eziandio delicati manicaretti e gustose bevande, come si raccoglie da quel verso di Plauto: