Institui, currente rota, cur urceus exit?[312]
Nella storia militare di Roma si dirà poi come dei dolii si valessero come di stromenti guerreschi e massime negli assedj. Quando seguiva l’assalto delle città, gli assediati riempivano i dolii di sassi e con impeto gli scagliavano sugli assalitori. Altrettanto facevasi negli attacchi nemici, allor che essi seguivano su alcun declivio.
Qui ha fine il mio dire intorno alle Tabernæ.
Chi sa che presto, dove si spinga più alacre lo sterramento in Pompei, non sia dato di poter strappare ai segreti del tempo qualche nozione di altre industrie, qualche utile congegno antico e non rivendichi al passato il vanto di certi trovati, che assai più tardi nepoti vollero avocare a sè stessi? L’esempio che ci ha fornito la Casa del Chirurgo, nella quale molti strumenti si videro che si ritenevano prima frutto di sapienza moderna, potrebbe ancora una volta, in altre taberne che si torneranno alla luce, rinnovare.
Discorso per tal guisa il commercio pompejano nella visita ed esame delle sue tabernæ, ed essendoci così fornita la ragione della fama che si aveva questa città procacciata di speculativa e industriale, di leggieri allora si può rendersi conto della iscrizione, che pel musaico della soglia del protyrum o vestibolo di sua casa, quel cittadino pompeiano volle esprimesse il benvenuto al guadagno: Salve Lucru. Era tutta una sintesi di quell’anima da mercante.
CAPITOLO XVIII. Belle Arti.
Opere sulle Arti in Pompei — Contraffazioni: Aneddoto — Primordj delle Arti in Italia — Architettura etrusca — Architetti romani — Scrittori — Templi — Architettura pompejana — Angustia delle case — Monumenti grandiosi in Roma — Archi — Magnificenza nelle architetture private — Prezzo delle case di Cicerone e di Clodio — Discipline edilizie — Pittura — Pittura architettonica — Taberna o venditorio di colori in Pompei — Discredito delle arti in Roma — Pittura parietaria — A fresco — All’acquarello — All’encausto — Encaustica — Dipinti su tavole, su tela e sul marmo — Pittori romani — Arellio — Accio Prisco — Figure isolate — Ritratti — Pittura di genere: Origine — Dipinti bottegai — Pittura di fiori — Scultura — Prima e seconda maniera di statuaria in Etruria — Maniera greca — Prima scultura romana — Esposizione d’oggetti d’arte — Colonne — Statue, tripedaneæ, sigillæ — Immagini de’ maggiori — Artisti greci in Roma — Caio Verre — Sue rapine — La Glittica — La scultura al tempo dell’Impero — In Ercolano e Pompei — Opere principali — I Busti — Gemme pompejane — Del Musaico — Sua origine e progresso — Pavimentum barbaricum, tesselatum, vermiculatum — Opus signinum — Musivum opus — Asarota — Introduzione del musaico in Roma — Principali musaici pompejani — I Musaici della Casa del Fauno — Il Leone — La Battaglia di Isso — Ragioni perchè si dichiari così il soggetto — A chi appartenga la composizione.
Nel corso omai avanzato di questa mia opera mi avvenne le tante volte già di parlare di statue, di bronzi, di pitture e di musaici, di stili architettonici e di colonne, d’edifizi e di templi, che appena il lettore si compiaccia di raccogliere in una le disseminate notizie, può farsi diggià una ragionevole e conveniente idea delle condizioni dell’arte in Pompei, sotto qualsivoglia sua manifestazione la si voglia considerare. Nè il consacrarvi per me un capitolo apposito significar vuole ch’io presuma dir di tutto questo argomento così largamente, da nulla, o poco men di nulla lasciarvi addietro; perocchè a ben altro che ad un capitolo ascender vorrebbe allora il materiale che mi verrebbe tra mano, come può informare chi di proposito vi si è messo intorno.
La grand’opera di Mazois, cominciata nel 1812 e terminata nel 1838[313], non ha infatti per oggetto principale che la descrizione e l’esatta rappresentazione de’ monumenti architettonici. Essa era stata per altro preceduta fin dal 1858 dalla stampa della magnifica opera degli Accademici di Ercolano, che, come ognun sa, fu di parecchi volumi in folio. Nel 1824 poi ebbe incominciamento la pubblicazione del Museo Borbonico[314], destinato a riprodurre tutti gli oggetti d’arte che formavano dapprima i musei di Portici e di Napoli, e che poscia vennero concentrati nel solo Museo Nazionale.
Importantissima del pari fu l’opera Le Case ed i Monumenti di Pompei disegnati e descritti, edita in Napoli che, iniziata dal cav. Antonio Nicolini architetto della Casa Reale e Direttore dell’istituto di Belle Arti, venne continuata dagli egregi fratelli Fausto e Felice Nicolini, ed è tuttavia in corso di publicazione. È sventura davvero che opere, come queste, degnissime e che meriterebbero di andar diffuse e consultate, non lo possano, perchè dispendiose di troppo. — Più alla mano e pel sesto e per il prezzo riuscì l’altra Ercolano e Pompei, che mandò fuori in Venezia il tipografo Antonelli nel 1841, e furono publicati sette volumi, voltandola dal francese di Bories e di Barré e che si giovò di tutte le anteriori publicazioni, divisa essa in due parti: Pitture e Scolture e Musaici e suddivisa in più serie.