Qui magis licet currentes servos scribere,

Bonas matronas facere, meretrices malas,

Parasitum edacem, gloriosum militem,

Puerum supponi, falli per servum senem,

Amare, odisse, suspicari? Denique

Nullum est jam dictum quod non dictum sit prius[28].

Nè Plauto, nè Terenzio conobbero l’ammaestrare ridendo, proponendosi unicamente di recare sollazzo al publico.

Del resto qual giudizio si portasse de’ poeti comici, del loro vivente, ed a chi se ne aggiudicasse la palma, non è sì presto detto e valga a ciò persuadere quel che ne lasciò scritto Volcazio Sedigito, vissuto sotto gli imperatori, ne’ seguenti poco poetici versi:

Multos incertos certare hanc rem vidimus

Palmam poetæ comico cui deferant.