Come a festivo dì tutta s’adorna,
E Cesare e il Senato e i cavalieri
In solenne corteo traggono al circo,
Onde gli spazii smisurati occupa
Di figure e di voci all’ondeggiante
Pelago fragoroso; allor che al cenno
Aspettato di Cesare le sbarre
S’aprono ai combattenti e un tal silenzio
Sorge improvviso che nessun più vedi
Trar fiato, bocca aprire, o batter occhio;