La terza tessera reca un’iscrizione latina più completa delle altre, recinta da un serpe che stringendo nella bocca l’estremità della coda forma un circolo, e suona così:
CAV . II
CVN . III
GRAD . VIII
CASINA
PLAVTI
cioè cavea II, cuneo III, gradino VIII, La Casina di Plauto.
Io non mi inframmetterò alla quistione agitatasi da Giusto Lipsio, dal Casaubono, dal Bolangero, dal Pitisco e da altri antichi, e rinvergate pur da’ moderni, se, cioè, queste tessere rappresentassero il prezzo d’ingresso, o il posto di favore, e se in teatro si andasse gratuitamente o contro pagamento.
Credo che tutti possano avere ragione. — Quando erano duumviri, edili ed altri supremi magistrati, che all’entrare in carica, o per taluna speciale solennità largivano spettacoli, questi naturalmente, come portava il costume, dovevano essere gratuiti a tutti, sostenendone la spesa chi con essi voleva solennizzare il proprio avvenimento al potere e ingraziarsi la plebe: quando invece venivano offerti da uno speculatore, come in Pompei poteva essere stato Livinejo Regolo allorchè accadde nell’anfiteatro la gravissima contesa tra Pompejani e Nocerini, allora l’entrata ai medesimi avrà dovuto essere certamente onerosa.
Si comprende in tal guisa come, quando fossero gratuiti gli spettacoli, la plebe tumultuasse fin a mezzo della notte davanti al circo od a’ teatri per occuparne i posti, a un di presso come veggiamo accadere avanti a’ nostri teatri all’evenienza di straordinari spettacoli cui prendano parte celebrati artisti, e Caligola però in Roma se ne dicesse assai disturbato, giusta quel passo di Svetonio nella vita di quel Cesare: inquietatus fremitu gratuita in Circo loca occupantium[18]; mentre poi nel Pœnulus di Plauto si legge:
Servi ne obsideant, liberis ut sit locus,
Vel as pro capite dent: si id facere non queunt,
Domum abeant;[19]
lo che vuol dire che quella rappresentazione non fosse gratuitamente data.