Questo grande stabilimento è isolato da tre lati e v’ha chi con assai buona ragione sostiene che fossero bagni più antichi de’ precedenti che abbiamo visitato. Qualche argomento in proposito avverrà di trovare più avanti.
Intanto ci arresta a prima giunta una particolarità che non han gli altri bagni, una palestra, cioè, o più propriamente un ginnasio; perocchè la palæstra fosse il luogo dove gli atleti che dovevano esporsi ne’ ludi publici si esercitassero nel pugilato e nella lotta, mentre il gymnasium fosse un luogo imitato da quell’istituto di Grecia, nel quale la gioventù si procurava ricreazione ne’ giuochi ed esercizi corporali. Pressochè ogni città greca aveva il suo ginnasio: i resti di quello di Efeso stanno a ricordanza di quella istituzione, che presto divenne in Roma e nelle altre città che si reggevano a forma di Roma una parte interessante, direi quasi indispensabile di ben ordinate terme.
Quante maniere di comodi avesse un ginnasio lo si apprenda da Vitruvio.
«Nella palestra dunque si fanno i porticati quadrati, o bislonghi che sieno in modo che il giro attorno sia un tratto di due stadii, che i Greci chiamano δίαυλον: tre di questi portici si fanno semplici, e il quarto che riguarda l’aspetto di mezzogiorno, doppio, acciocchè nelle pioggie a vento non possa lo spruzzo giungere nella parte interiore. Ne’ porticati semplici vi si situano scuole (exedræ) magnifiche con de’ sedili, nei quali stando a sedere possano fare le loro dispute i filosofi, i retori e tutti gli altri studiosi.
«Nel porticato doppio poi si situano questi membri. Nel mezzo l’Efebeo[202]: questa è una scuola grandissima con sedili e deve essere lunga un terzo più della larghezza: a destra il Coriceo[203]: immediatamente appresso il Conisterio[204]: appresso a questo, appunto nell’angolo del portico, il bagno freddo da’ Greci detto λοὒτρον: a sinistra poi dell’Efebeo l’Eleotesio[205]: accanto all’Eleotesio il Frigidario: da questo, e giusto nell’altro angolo del portico, il passaggio del Propnigeo[206]: accanto, ma d’altra parte intorno e dirimpetto al Frigidario, viene situata una stufa a vôlta (concamerata sudatio) lunga il doppio della larghezza: questa tiene ne’ cantoni da una parte il Laconico e dirimpetto al laconico il bagno caldo. I porticati dentro la palestra debbono essere distribuiti con quella perfetta regola che abbiamo detta altrove.
«Al di fuori poi si fanno tre porticati, uno all’uscio della palestra, i due altri stadiati[207] a destra e a sinistra: di questi quello che guarda il settentrione, si faccia doppio e spazioso, l’altro semplice, ma in modo che tanto dalla parte del muro, quanto dalle colonne vi resti un tratto come una viottola, non meno larga di dieci piedi, il mezzo sia sfondato per un piede e mezzo dalla viottola al fondo; al quale si scende per due scalini: il piano del fondo non sia meno largo di dodici piedi. In questo modo coloro che vestiti passeggeranno intorno per la viottola non saranno incomodati da lottatori unti che si esercitano. Questo portico si chiama da’ Greci ξὐστὸς[208] perchè vi si esercitano i lottatori in stadii coperti ne’ tempi di inverno.
«I sisti poi si fanno in questo modo: hanno fra due portici a piantarsi boschetti o platani, e in essi viali spalleggiati da alberi con de’ riposi fatti di smalto. Accanto al sisto ed al porticato doppio si lascino i passaggi scoperti, che i Greci chiamano παρκὸρομίδας, e noi chiamiamo sisti, ne’ quali anche d’inverno, ma a ciel sereno, escono dal sisto coperto ad esercitarsi i lottatori. Dietro a questo sisto vi vuole uno stadio fatto in modo che vi possa stare molta gente con agio a vedere i lottatori[209].»
Il Ginnasio in Pompei, chiamavasi palæstra, come di questa voce si serve pure Vitruvio nella citazione che ho finito di fare. Tanto si raccoglie da un’antica iscrizione, incisa su d’una tavoletta di travertino, trovata in una sala di questi bagni il 15 maggio 1857, secondo si rileva dalla succitata opera del commendatore Fiorelli e che suona così:
C. VVLIVS C. F. P. ANINIVS C. F. II. V. I. D.
LACONICVM ET DESTRICTARIVM
FACIVND . ET PORTICVS ET PALAESTR.
REFICIVNDA LOCARVNT EX D. D. EX
EA PEQVNIA QUOD EOS E LEGE.
IN LVDOS AVT IN MONVMENTO
CONSVMERE OPORTVIT FACIVN.
COERARVNT EIDEMQVE PROBARV[210].
Questa iscrizione ci apprende doversi ai duumviri Cajo Vulio e Publio Aninio la ricostruzione di questa palestra; ma non è sufficiente a dirci se tale rifacimento fosse a seguito delle rovine cagionate dal tremuoto del 63; perocchè si voglia anzi dalla natura dei caratteri impiegati, inferirne anzi una data d’un secolo e mezzo prima.