IMP. CAESARI
DIVI FILI
AVGVSTO IMPERATORI
XIII TRIB. POTESTATE XV
PATRI PATRIAE COS. XI[213].
La sala che segue era destinata al caldarium, o sudatorium altramente detta. Come il tepidarium, aveva il pavimento detto suspensura, costruito cioè alto da terra, sorretto da specie di tegole di terra cotta, quadrate e con peducci, e valeva a permettere che il calore potesse liberamente circolare sotto di esso. Doppie pure son le pareti tinte in rosso, con pilastri in giallo a capitelli bianchi. Un bacino circolare stava da un lato della sala e nel mezzo di esso zampillava un getto di acqua bollente che contribuiva a rendere più caldo l’ambiente.
Tepidarium delle antiche Terme in Pompei. Vol. II. Cap. XV.
Il destrictarium, di cui si è fatto cenno nella surriferita iscrizione, che in un col laconicum venne provveduto dai duumviri Cajo Vullo e Publio Aninio, stava rimpetto all’ingresso della palestra ed era quella località in cui i balneanti praticavano l’operazione dello strigile all’uscir del bagno. È forse la prima volta che si trovi questa sala così designata, non rinvenendosi la voce destrictarium in alcun dizionario, essendovi derivata forse da destringere, raschiare.
Si sa che tale operazione di polirsi la pelle collo strigile era così usata e congiunta al bagno stesso, che i ricchi usavano portare gli strigili seco al bagno, ivi mandandoli a mezzo de’ loro servi, come si raccoglie da Persio:
I, puer, et strigiles Crispini ad balnea defer,[215]
che ogni stabilimento termale di qualsiasi città ne fosse largamente provveduto, e che nel bagno de’ poveri, dove questi arnesi non erano, nè eranvi le altre delicature, i bagnanti, a vece degli strigili, si fregassero contro le muraglie.
Contasi a tale proposito un aneddoto. Un giorno l’imperatore Adriano, visitando la terme di Roma, gli venne dato di scorgere un povero veterano che si stregghiava in questo modo contro il muro e che gli avesse a dare denari e schiavi onde potersi per l’avvenire farsi strigilare dopo il bagno; e che ritornato Adriano dopo qualche dì nello stesso luogo, uno sciame di poveri affettasse, appena accorti di sua presenza, di far altrettanto di quello aveva praticato il veterano, sfregandosi a tutta possa la schiena contro il muro; ma che allora l’imperatore argutamente avesse a consigliarli a fregarsi piuttosto gli uni gli altri.