Quasi tutte le vie scoperte di Pompei mostrano aver avuto fontane, il più spesso collocate sull’angolo di crocicchi: anzi, come vedremo nel capitolo delle Case, la maggior parte degli edificj avevano fontane, impluvii e puteali: come poi ricevessero le acque, oltre il già detto, toccherò più avanti.
Fontane, Crocicchii di Fortunata in Pompei. Vol. II. Cap. XV.
Le fontane publiche sono pressochè tutte eguali e di una rara semplicità; perocchè si compongano d’una vasca formata da cinque pietre vesuviane riunite con legacci di ferro e sulla pietra posteriore un’altra se ne alza più alta, nella quale è scolpita in rilievo una testa di lione o d’altro animale o un mascherone, dalla bocca de’ quali esce l’acqua per versarsi nel sottoposto bacino.
Alcune fontane ottennero negli scavi nomi particolari: tali sono quelle dette dell’Abbondanza, all’ingresso del vicolo della Maschera, perchè reca sovra il bacino una figura scolpita con cornucopia; del Bue che dà il nome alla via, perchè l’acqua vi è emessa da una testa di quest’animale; di Mercurio, perchè il suo cippo ha una testa di questa divinità che dà pure il suo nome alla via nella quale si trova, e su d’un muro dicontro la fontana fu dipinto questo dio in atto di fuggire stringendo una borsa; di Venere sulla via di Stabia raddossata alla così detta Casa del forno, o come la chiama Dyer, la casa di Modesto per esservisi veduto appunto scritto su di essa il nome MODESTVM, perchè sormontata da una testa grossolanamente sculta e con una sola colomba; di Rotonda sull’angolo di Vico Storto, per la sua forma che differenzia dalle altre; della Viottola del Teatro, i cui bordi o margini s’alzano di poco dal marciapiede, e però è difesa d’una inferriata, ecc.
Se ogni via finora dissepolta ebbe la sua fontana; se fontane troveremo in tante case, se terme publiche e bagni privati esistevano, è necessaria l’illazione che dunque copiosissima dovesse essere l’acqua in Pompei.
Vi bastava a ciò l’acqua del fiume Sarno? Vi sarebbe bastata se il suo livello fosse stato alto; ma sapendo già noi come questo fiume fosse a livello del mare, per formare il bacino di comunicazione e per essere perfino navigabile per un tratto di strada, come abbiam già veduto, e il Sannazzaro dicendolo eziandio impiegato alla irrigazione de’ campi
. . . . pinguia culta vadosus
Irrigat, et placido cursu petit aequora Sarnus[216];