Tale deve dirsi pure, perchè serba tutti i caratteri di una cella meretricia, la camera che si apre sola e senza comunicazione con altre sul Vico del Balcone; e tali devonsi pur dire quelle tre celle, isolate egualmente, che si trovano nella Via degli Scheletri prima di giungere al vicolo d’Eumachia. In vicinanza ad esse sull’angolo del Vicolo della Maschera, quasi a loro indicazione, sta una grossa pietra angolare avente in rilievo una imagine fallica e scrittovi presso il nome di Dafne.
Che fosse stata così spinta la spudoratezza del meretricio in Pompei, da mettersene i richiami perfino agli angoli delle vie, come farebbesi d’una vantaggiosa ed importante officina l’esistenza della quale importasse grandemente che si conoscesse da tutti?
I costumi dell’epoca imperiale, omai noti al lettore che mi ha seguito fin qui, ne danno autorità a credere per possibile anche questo.
Ma la poco simpatica peregrinazione per questi volgarissimi luoghi di peccato parmi m’abbia serrato le fauci, quasi vi si respiri ancora il pestifero aere pregno del graveolente puzzo del fumo della lucerna che li schiarava miseramente, onde quella sozza baldracca che fu Messalina risentiva, allorquando, lasciando la cella, l’abito e il nome di Licisca, reddiva al talamo imperiale:
Obscurisque genis turpis fumoque lucernæ
Fœda, lupanaris tulit ad pulvinar odorem[217].
Epperò usciamo all’aperto. Meglio è che affrettiamo al fine del nostro lungo cammino.
Solo chiuderò il delicato argomento, esternando un pensiero, quasi cenno a chi possa meditarvi sopra più di proposito e farne subbietto di studi. Nello esame delle religioni pagane, vedesi troppo frequentemente credenze, riti e sacerdozio degenerare nelle lubricità della prostituzione, o questa anzi ammantarsi, a proprio sfogo maggiore, di religione. Il phallus è emblema sacro che entra ne’ misteri di esse, e i segni itifallici accompagnano le cerimonie più serie e solenni. A’ sepolcri perfino, intorno al rogo sorgono i cipressi e gli scrittori indicandoli come alberi di dolore e di morte e sacri a Dite, li designano ben anco come alberi itifallici: or, perchè ciò?
Gli è forse perchè accanto alla morte sta il mistero della riproduzione?
La mitologia è presso che tutta costituita di episodii, di deificazioni di persone e cose, che noi registriamo nella storia della prostituzione. Il Tonante medesimo non isdegna convertirsi in pioggia, in cigno, in toro per isfogare i suoi erotici appetiti: gli altri numi si modellano su di lui e gli uomini danno loro adorazione ed incenso: i savii pur dei nostri tempi pretesero e pretendono ascondere tutto ciò reconditi veri; ed io medesimo in quest’opera ho toccato di che cosmico significato sieno state intese le fatiche di Ercole, di quale non meno profondo i misteri elusini e di Iside, e così d’altri grandi avvenimenti della pagana mitologia.