A’ sepolcri de’ semplici cittadini era espressamente vietato di aggiungere fregi, ove non fossero o una colonna di non oltre i tre cubiti di altezza, statue ed emblemi della professione che il defunto aveva esercitata.
Le iscrizioni incominciavano colle due lettere greche Θ Κ, che corrispondevano a Diis Manibus, come assai sovente usiam pur noi sostituendo, secondo la nostra credenza, le lettere D. O. M. cioè, Deo Optimo Maximo, o pΧ il monogramma di Cristo.
Era poi concesso piantare presso le tombe olmi e cipressi, perchè alberi non producenti frutti; ed educarvi olezzanti fiori, come testimonia Ugo Foscolo nel lodatissimo suo Carme già citato:
Ma cipressi e cedri
Di puri effluvii i zefiri impregnando,
Perenne verde protendean sull’urne
Per memoria perenne....
Le fontane versando acque lustrali
Amaranti educavano e vïole
Su la funebre zolla[285].