Poichè li lettore sa tutto ciò, che sull’argomento de’ trapassati e de’ sepolcri praticavasi in Roma e fuori di essa ne’ luoghi ad essa soggetti, restringendomi ora più presso al mio tema di Pompei, usciamo insieme dalla Porta Ercolanese ed inoltriamo nella Via delle Tombe di questa città, della quale era parte, anzi attraversava, com’egli già conosce, il Borgo Augusto Felice, dissotterrato dalle ceneri dal 1763 al 1770 e dal 1811 al 1814. La vista è imponente, presentandosi tutta fiancheggiata da sontuosi monumenti. E monumenti eziandio debbono essere stati sparsi per tutto il pendio della collina, tanto essendoci dato d’argomentare dalle varie elevazioni verdeggianti di essa.
È da questo punto, in cui s’è posto il piede nel sobborgo, il qual potrebbesi dire dei morti, che è dato comprendere in un sol colpo d’occhio tutto il corso della via antica infino ad oggi scoperta e di ammirare nel suo complesso l’elegante magnificenza di tanti ipogei, de’ quali fu detto a ragione presentare forme sconosciute all’architettura attuale ed all’arti moderne.
È all’uscire del pari di questa porta, che m’avvenne di ricordare altrove esservisi scoperto lo scheletro della sentinella, qui morta fedele alla sua consegna. Era eziandio prossima a tal luogo la tomba di M. Cerrinio Restituto, come ce lo appresero le due seguenti iscrizioni, di cui l’una è la fedele ripetizione dell’altra:
M. CERRINIVS
RESTITVTVS
AVGVSTAL. LOC. D. D. D.
Nel mezzo della cappella, sacellum, era una piccola ara, avente l’iscrizione medesima, ripetuta come dissi, ma disposta in questo modo:
M. CERRINIVS
RESTITVTVS
AVGVSTALIS
LOCO DATO
D. D.[287].
Un semicerchio a manca, che dicevasi schola, perchè ad uso di sedile, di tufo e pietre pomici, recava la seguente iscrizione, che chiarisce aver appartenuto al sepolcro di Anio di Marco Vejo:
A. VEIO M. F. II VIR. I. D.
ITER QVINQ. TRIB. MILIT. AB. POPVL. EX D. D.[288].
Più grande è l’emiciclo detto di Mammia, scoperto nell’anno 1763, che racchiudeva il sepolcro di questa donna, che fu sacerdotessa pubblica, e al quale s’ascendeva per un passaggio aperto alle spalle dell’emiciclo. Era il sepolcro meglio costruito che siasi scoperto in Pompei. Aveva già un ordine di colonne joniche al di sopra di altro ordine dorico, su cui posavano alcune statue. L’interno era decorato da nicchie e pitture: in una delle prime stavano le ceneri di Mammia in un’urna di terra cotta chiusa in altra di piombo. L’iscrizione, in caratteri forti, così fu letta:
MAMMIAE P. F. SACERDOTI PVBLICAE LOCVS
SEPVLTVRAE DATVS DECVRIONVM DECRETO[289].