Come Cuvier ha dalle ossa fossili rinvenute ricostruito perfino animali preistorici e da più secoli scomparsi dalla terra, più facilmente potrebbesi dalla pianta degli edifici rifare gli alzati e l’architetto governativo e la commissione che si dovrebbe creare fornirebbero le architetture e così mano mano sull’antico verrebbesi riedificando il novello Pompei, perenne e non indegno scopo di curiosità e di studio a nazionali e forestieri.

È un’idea codesta siccome un’altra.

Una ne emise assai prima l’illustre autore dei Martyrs e del Génie du Christianisme nel suo Voyage en Italie nel brevissimo cenno che vi dettò su d’Ercolano, di Portici e di Pompei, e parmi che giovi di riferire, perocchè al medesimo fine essa miri della mia proposta. «En parcourant cette cité des morts — scrive il visconte di Chateaubriand, une idée me poursuivoit. A mesure que l’on déchausse quelque édifice à Pompeïa, on enlève ce que donne la fouille, ustensiles de ménage, instruments de divers métiers, meubles, statues, manuscrits, etc., et l’on entasse le tout au Musée Portici. Il y auroit selon moi quelque chose de mieux à faire: ce seroit de laisser les choses dans l’endroit où on les trouve et comme on les trouve, de remettre des toits, des plafonds, des planchers et des fenêtres, pour empêcher la dégradation des peintures et des murs; de relever l’ancienne enceinte de la ville; d’en clore les portes, afin d’y établir une garde de soldats avec quelques savants versés dans les arts. Ne seroit-ce pas là le plus merveilleux Musée de la terre, une ville romaine conservée toute entière, comme si ses habitants venoient d’en sortir un quart d’heure auparavant?

«On apprendroit mieux l’histoire domestique du peuple romain, l’état de la civilisation romaine dans quelques promenades à Pompeïa restaurée, que par la lecture de tous les ouvrages de l’antiquité. L’Europe entière accourroit: les frais qu’exigeroit la mise en œuvre de ce plan seroient amplement compensés par l’affluence des étrangers à Naples. D’ailleurs rien n’obligeroit d’exécuter ce travail à la fois, on continueroit lentement, mais régulièrement les fouilles; il ne foudroit qu’un peu de brique, d’ardoise, de charpente et de menuiserie pour les employer en proportion da déblai. Un architecte habile suivroit, quant aux restaurations, le style local dont il trouveroit des modèles dans les paysages peints sur les murs mêmes des maisons de Pompeïa.»

Come si può accorgere il lettore, di poco la mia idea si discosta da codesta di Chateaubriand, la quale per altro, limitandosi ad una semplice opera di restauro, oltre che è combattuta fieramente dagli archeologi, è forse di poco pratica attivazione, avuto riguardo alla condizione delle muraglie in generale che mal sopporterebbero la sovrapposizione di quell’altra parte di muro che valesse a completarla, senza dire che in più luoghi il salnitro e altre ragioni di degradazione vieterebbero il ritorno delle dipinture.

Qualunque sia il pensiero tendente alla conservazione di Pompei, di questa così interessante città che si va ogni dì più evocando dal suo sepolcro in cui giacque presso a due mila anni, mette conto esser preso in considerazione ed esame, principalmente da chi è preposto alla pubblica cosa. Se lo stato trova di sua convenienza e decoro di consacrare alla conservazione de’ monumenti e de’ cimelii antichi disseminati per tutta Italia, istituti e somme ragguardevoli, per ragione maggiore volger deve le sue cure alla conservazion di questa antica città, perocchè ben dicesse l’inglese Taylor, scrivendo a Carlo Nodier intorno appunto ad essa e ad Ercolano:

«Roma non è che un vasto museo; Pompei è un’antichità vivente.»

Bacone, parlando di antichità, di storie sfigurate e di storici frammenti sfuggiti per avventura alla distruzione del tempo, li paragona alle tavole che galleggiano dopo il naufragio; ebbene le Rovine di Pompei sono preziose reliquie di un naufragio che meritano essere ad ogni costo salvate, che vogliono ad ogni modo essere strappate al continuo e latente processo di loro completa distruzione e allora soltanto potremo sclamare con Schiller:

L’are

Sorgono ancor. Venite e il sacro foco