Però che bevan gli Indi

Della tenera canna i dolci succhi;

e Domiziano di queste canne di zuccaro ne fe’ gitto alla moltitudine fra tante altre squisite cose.

[120]. Tre furono gli Apicii e tutti celebri per la loro ghiottornia. Il primo visse al tempo di Silla; il secondo sotto l’impero di Augusto e Tiberio e fu il più famoso e venne celebrato da Giovenale, da Seneca e da Plinio; il terzo sotto Trajano e rinomato inventore del marinar le ostriche, delle quali mandava all’imperatore desideratissime giare, quando quest’ultimo trovavasi a guerreggiare tra i Parti. Tanto impose l’abilità degli Apicj, che i cuochi si divisero persino in Apicj ed Antiapicj, come trovasi menzionato in Plinio il Giovane.

[121].

D’Esopo il figlio insigne margherita,

Già di Metella da l’orecchio svelta,

In aceto stemprò, mille migliaja

Per bere di sesterzj in pochi sorsi.

Satira III. Lib. II. Trad. Gargallo.