Trad. di Paolo Mistrorigo.
[178]. Sopra la Vita di Publio Ovidio Nasone, Discorsi. Discorso I.
Punito io son, chè un turpe fatto videro
Gli incauti occhi; son reo che gli occhi ebb’io.
Trad. di Paolo Mistrorigo.
Versi ed error, due colpe mi perdettero.
Id., Ibid.
[181]. Fu Sotade poeta di Tracia, che scrisse in verso ogni sorta di libidini, e sembra che scrivesse in quel genere che i Francesi chiamano poesie fuggitive e che in latino diconsi commatæ, cioè incise, spartite. Così le chiama Quintiliano; e pare che a’ tempi di lui fossero conosciute, perciocchè egli proibisse agli istitutori di parlarne a’ giovinetti. Intitolavansi quelle poesie del poeta Sotade Cinaedos, per cui Marziale lo chiama Cinedo, ed altri chiama Jonico quel poema, giacchè l’epiteto di jonico davasi a tutto ciò ch’era molle e lascivo. Visse questo poeta a’ tempi di Tolomeo, che il fece gittare in mare entro una cassa di piombo.