Osaron scellerati ergere ed are

Sacrileghe, e per quanto è di lor possa,

I cacciati dal cielo empi Titani

Tentan ripor nelle superne sedi

E stolto crede a’ loro accenti il mondo.

[189]. Con una sacra indegnazione e con maggior calore per avventura di Persio, Turno, vissuto sotto il regno di Nerone e vecchio sotto quello degli imperatori di casa Flavia, compose satire che quello imperante stigmatizzarono a fuoco. Vuolsi che le sue composizioni non publicasse finchè visse quel tiranno; ma se ciò fosse, sarebbe stato minore il suo coraggio, nè di lui avrebbe Marziale potuto dettare il seguente epigramma:

Contulit ad satyras ingentia pectora Turnus:

Cur non ad Memoris carmina? Frater erat.

Turno piegò l’ingegno suo sovrano

Al satirico stil: perchè di Memore